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Cronaca

Nuove scritte per Sara Ardizzone: a Sant'Anatolia rimosso uno striscione con la frase "Sosteniamo la violenza rivoluzionaria"

Oggi a Roma l'autopsia sui cadaveri degli anarchici

Francesca Marruco

25 Marzo 2026, 08:22

Nuove scritte per Sara Ardizzone:  a Sant'Anatolia rimosso uno striscione con la frase "Sosteniamo la violenza rivoluzionaria"

La scritta comparsa a Spoleto

Nuove scritte che inneggiano a Sara Ardizzone sono comparse in Umbria nelle ultime ore. Dopo quella di via Pievaiola a Perugia, ieri è stata la volta di Spoleto in via Loreto Vittori, nella quale si legge: “Chi lotta può morire, chi non lotta è già morto”. L’immancabile A cerchiata tipica dei movimenti anarchici e un saluto “Ciao Sara, ciao Sandro” che segue quello di domenica al circolo anarchico di Foligno, di cui la stessa Ardizzone faceva parte, La Faglia.

Le scritte in memoria dei due anarchici sono comparse anche a Carrara, fuori dal circolo anarchico è stato affisso uno striscione con su scritto “Sara e Sandro sempre con noi”. Intanto stamattina, sui loro cadaveri verrà eseguita l’autopsia. Secondo quanto emerso dai primi sopralluoghi nel casale del Sellaretto nel parco degli Acquedotti dove Sara e Sandro sono morti per l’esplosione, sarebbe stato Mercogliano ad avere in mano l’ordigno che i due stavano assemblando. La perdita di un braccio lo confermerebbe. Sara Ardizzone invece sarebbe stata ucciso dal crollo del tetto che, per gli inquirenti, è imploso a causa dell’esplosione della bomba artigianale.

E proprio l’autopsia potrebbe essere utile per comprendere cosa nello specifico stessero preparando: si è parlato di tracce di fertilizzante e di nitrato di ammonio, ma c’è anche - tra le testate giornalistiche che in questi giorni si stanno occupando dell’esplosione - chi azzarda la presenza di tritolo.Oltre alla causa della morte l’esame medico legale sarà utile anche a fissare un altro punto necessario: l’orario della morte dei due anarchici. Non è infatti chiaro, o molto più probabilmente non è noto ma gli inquirenti avranno già un quadro, a che ora Sara e Alessandro siano arrivati al Sellaretto, chi li abbia portati, dove fossero diretti e se qualcuno li avrebbe dovuti aiutare per compiere il loro atto di violenza.


Secondo quanto trapela infatti, i due avrebbero lasciato nella casa occupata in cui vivevano a Roma i loro telefoni cellulari. Elemento questo che fa ipotizzare un’azione imminente, probabilmente la notte stessa e probabilmente nelle vicinanze del parco in cui sono morti. Tra gi obiettivi sensibili, gli inquirenti - sull’esplosione indaga il pool antiterrorismo della procura di Roma insieme alla Digos - hanno individuato il vicino centro Tuscolano della polizia di Stato, una caserma dei carabinieri e la linea ferroviaria.

Ieri il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, ha dichiarato: “Prosegue con molta attenzione il lavoro degli inquirenti, sono indagini importanti ma per ora non posso dire altro”. Intanto, mentre a Roma sale l’allerta per il corteo di sabato a Roma lanciato dal movimento No Kings “Contro i re e le loro guerre” nei siti e nei blog di area antagonista continuano a comparire elogi dei due anarchici deceduti. “Intendiamo - scrive un gruppo tedesco che si fa chiamare Anarchici del Nord - la nostra esistenza di anarchici come una forma di vendetta sovversiva contro questo mondo. Con tutto ciò di cui abbiamo bisogno per continuare ad attaccare sul nostro cammino: Solidarietà, amore, mutuo soccorso e violenza rivoluzionaria. Per Sara e Sandrone”. 

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