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Basket femminile

Spagna ko, Cubaj e l'Italia staccano il biglietto per il Mondiale di Berlino

Il centro di Terni della Reyer Venezia grande protagonista della storica impresa, insieme alla travolgente Zandalasini

Lorenzo Fiorucci

16 Marzo 2026, 11:10

Spagna ko, Cubaj e l'Italia staccano il biglietto per il Mondiale di Berlino

L'Italdonne di basket ha già pronto il biglietto per Berlino

ITALIA-SPAGNA 68-56

ITALIA: Keys* 5 (2/5, 0/2), Pasa* 14 (5/6, 1/1), Verona* (0/4), Zandalasini* 22 (6/10, 1/4), Cubaj* 9 (2/5, 1/2), Madera 2 (1/1), Santucci 6 (0/4, 1/3), Andrè 7 (2/3), Spreafico 3 (0/3, 1/1), Kacerik (0/1), Fassina ne, Pan ne. All: Capobianco

SPAGNA: Buenavida 9 (1/3, 1/1), Ortiz 6 (0/2, 1/3), Cazorla* 1, Ayuso 3 (1/3, 0/1), Araújo 3 (0/1, 1/2), Pueyo (0/1), Conde* 6 (1/3, 1/2), Fam* 5 (1/5, 1/1), Carrera* 4 (2/5), Gustafson 12 (3/4, 2/4), Ginzo, Martín* 7 (3/8, 0/2). All: Mendez

Arbitri: James Griguol (Australia), Aline García (Uruguay), Jian Sun (Cina)

Parziali: 15-13, 13-13, 19-17, 21-13

Statistiche: tiri da due Ita 18/41, Spa 12/35. Tiri da tre Ita 5/14, Spa 7/16. Tiri liberi Ita 17/26, Spa 11/17. Rimbalzi Ita 26 (Cubaj 8), Spa 44. Assist Ita 12 (Santucci 6), Spa 17. Perse Ita 10, Spa 24. Recuperate Ita 13, Spa 8. Falli Ita 17, Spa 22.

Lorela Cubaj e l’Italia ai Mondiali di basket femminili. Tutti a Berlino con l’Umbria che fa festa grazie alla ragazza ternana protagonista assoluta al premondiale a San Juan di Porto Rico, dove le azzurre hanno conquistato il biglietto per la Germania battendo la corazzata Spagna con una prestazione di altissimo livello. Dopo il bronzo europeo dello scorso anno, la squadra di coach Andrea Capobianco ha costruito un’altra grande impresa, riportando l’Italia nella competizione iridata dopo 32 anni.

E’ festa vera per le azzurre brave a centrare l’obiettivo con una gara di anticipo nel torneo di qualificazione che si chiude il 17 con la gara contro il Senegal. Ma ormai è tutto deciso. La vittoria contro la Spagna ha chiuso il cerchio dopo le affermazioni contro il Porto Rico e la Nuova Zelanda. La sconfitta con Team Usa non ha lasciato scorie negative. Anzi, ha caricato Cubaj e compagne che non hanno avuto timori reverenziali contro la Spagna che già aveva centrato la qualificazione ai Mondiali un giorno prima.

La gara è stata entusiasmante. L’Italia è riuscita a prendere 11 punti di vantaggio nel secondo quarto, ma poi ha subìto un break devastante per andare al riposo avanti solo di due. Il momento no è continuato all’inizio del terzo con le iberiche che hanno preso sei punti di vantaggio a 4’48” dalla terza sirena: 34-40. Poi, però, Pasa (prestazione ottima, 14 punti) ha continuato a spaccare la difesa iberica, è salita in cattedra la difesa azzurra (pitturato chiuso con le lunghe Olbis, Cubaj e Keys a fare muro) e soprattutto Cecilia Zandalasini (Mvp) che ha trascinato le azzurre alla vittoria.

E’ stata scritta così una bella pagina di storia dalle azzurre e c’è anche la penna dell’umbra di Terni Lorela Cubaj. Ventisette anni, cresciuta nelle Pink, di professione centro in forza alla Reyer Venezia da quando aveva 15 anni, ha fatto esperienza nella Wnba e poi è esplosa in nazionale proprio all’Europeo in Grecia dello scorso anno, diventando sempre di più una leader e trascinatrice assoluta, insieme a Zandalasini. Contro la Spagna, dopo Zandalasini (22 punti e 17 di valutazione), è stata la seconda miglior giocatrice con 9 punti, otto rimbalzi e un 1 assist e 16 di valutazione. Così è scattata la grande festa che coinvolge anche tutta l’Umbria che va al Mondiale dal 4 al 13 settembre a Berlino grazie a Cubaj e lo spumante lo può offrire il capo delegazione, umbro anche lui, icona del basket azzurro, Roberto Brunamonti da Spoleto. Berlino si colora di azzurro e verde.

Coach Capobianco: “Bellissimo, bellissimo staccare il biglietto per Berlino giocando una partita del genere, di una qualità immensa dal punto di vista mentale, tranne un calo nel secondo quarto di 3 minuti però comprensibile visto il livello della Spagna. Una gioia immensa, per me, per la Federazione, per il presidente Petrucci, per tutte queste ragazze, per un movimento intero che ha creduto in queste ragazze, che hanno fatto un qualcosa di straordinario e si meritano tanto. Sapevamo che da un punto di vista tecnico e tattico non saremmo mai state perfette ma volevamo esserlo con la presenza, il cuore, l’energia. Cosa si può dire a queste ragazze? Solo brave. L’ultima volta che siamo andati al Mondiale era il 1994 e io allenavo nei campi all’aperto. Diciamo che da quei campi all’aperto un po’ di strada l’ho fatta e se l’ho fatta lo devo ad alcune persone che mi hanno spinto, aiutato, mi hanno fatto capire quello che dovevo fare nei momenti di difficoltà e ci sono stati sempre. Tra queste una persona a me molto cara, parlo di mio fratello che ho perso a luglio e che so che starà gioendo adesso, ancora più vicino a me. Tante volte non gli ho detto grazie: se sto qui è perché lui mi ha sostenuto. Ora posso dirgli grazie. Semplicemente”.

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