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L'indagine

Tassa di soggiorno in Umbria, tesoretto da oltre 7,5 milioni. Ecco i Comuni che incassano di più con l'aumento dei turisti

Catia Turrioni

13 Gennaio 2026, 09:55

Assisi

Assisi domina la classifica dei comuni che incassano più dalla tassa di soggiorno

I numeri record registrati in Umbria sul fronte del turismo nel 2025 si riflettono positivamente anche sulle casse dei Comuni. La tassa di soggiorno, infatti, vale un tesoretto di oltre 7,5 milioni di euro: per l’esattezza 7.679.270 euro. E’ quanto emerge dai dati Siope, il sistema di rilevazione telematica degli incassi e dei pagamenti delle amministrazioni pubbliche.

Rispetto al 2024 si registra un balzo in avanti del 22%, pari a 1.384.873 euro in più. Una crescita significativa, per certi versi attesa, alla luce delle “cifre straordinarie” sulle presenze turistiche rivendicate dalla presidente Stefania Proietti in occasione della chiusura del Giubileo lo scorso 6 gennaio. A confermare il trend positivo contribuisce anche l’ottima performance dell’aeroporto internazionale San Francesco d’Assisi, che nel 2025 ha toccato il record storico di 620.420 passeggeri. In questo scenario, gli incassi record della tassa di soggiorno non rappresentano una sorpresa, ma l’ennesima conferma.

A guidare la classifica dei Comuni con gli incassi più elevati è Assisi, che da sola realizza quasi un terzo del totale. Con un introito di 2.332.039 euro, la città del Poverello incrementa dell’11,84% la già consistente cifra del 2024, pari a 2.085.246 euro. Sul podio si collocano anche Perugia, con 1.287.281 euro di incassi (+25,88% rispetto all’anno precedente), e Orvieto, che raggiunge quota 633.768 euro. Il Comune di Perugia, peraltro, ha già previsto un incremento dell’imposta per il 2026, destinando il gettito “a finanziare interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei relativi servizi pubblici locali, nonché i costi relativi al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti”, come si legge nella delibera n. 503 del 26 novembre 2025. Seguono nella graduatoria dei Comuni con gli incassi più consistenti Gubbio (488.629 euro), Spoleto (482.210 euro) e Terni, che registra 326.737 euro con un lieve decremento rispetto al 2024 (-6,27%). Al settimo posto si colloca Cascia, che passa dai 189.613 euro del 2024 ai 261.771 euro del 2025, con un incremento del 38,06%: anche in questo caso l’effetto Giubileo risulta evidente.

A segnare la crescita percentuale più marcata nell’arco di un anno è però il Comune di Magione, nono in classifica dopo Passignano sul Trasimeno, con 172.105 euro di incassi e un aumento del 134,2% rispetto al 2024. Chiude la top ten Spello, con un introito pari a 165.103 euro. Fuori dalla classifica dei primi dieci, ma con risultati comunque rilevanti, figurano Città di Castello (153.667 euro) e Montefalco, che ha sfiorato i 100 mila euro (98.958).
A livello provinciale, Perugia supera Terni sia per introito complessivo (6.507.835 euro contro 1.171.434 euro) sia per variazione percentuale (+24% contro +10,92%). I dati del Siope sono aggiornati a ieri, 12 gennaio 2026.
Qualche precisazione. La tassa di soggiorno è un’imposta locale versata dai turisti che pernottano in una determinata località, attraverso le strutture ricettive, al momento dell’arrivo o della partenza. L’importo non è fisso, ma varia in base al Comune e alla tipologia di struttura. L’imposta è stata introdotta con l’obiettivo di sostenere il settore turistico e rafforzare le casse comunali senza gravare sui residenti, facendo contribuire direttamente i visitatori. Con le nuove disposizioni adottate a livello nazionale, tuttavia, il quadro potrebbe cambiare.

Secondo le stime dell’Osservatorio nazionale Jfc, nel 2026 gli incassi complessivi a livello nazionale dovrebbero superare 1,3 miliardi di euro, con un aumento del 9,2% rispetto al 2025. La crescita è legata sia all’aumento delle tariffe deciso da alcuni enti locali sia all’estensione del tributo a nuovi Comuni. Le misure introdotte dal Decreto Anticipi e dalla Legge di Bilancio 2026, da un lato, consentono ai Comuni di valutare un aumento dell’imposta; dall’altro, riservano allo Stato una quota del maggior gettito generato dagli incrementi. In particolare, il 70% resta ai Comuni per finanziare turismo, servizi pubblici, manutenzione urbana, cultura, ambiente e gestione dei rifiuti, mentre il restante 30% confluisce in due fondi nazionali: uno per l’inclusione delle persone con disabilità e l’altro per l’assistenza ai minori accolti in case famiglia. Questa ripartizione riguarda esclusivamente gli aumenti e non la quota di imposta già esistente.
Il primo effetto concreto della nuova normativa riguarda i territori legati ai Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026. Il Decreto Anticipi ha infatti consentito agli enti locali situati entro 30 chilometri dalle sedi olimpiche di aumentare la tassa fino a un massimo di 5 euro, stabilendo che il 50% del maggior gettito confluisca nel bilancio statale.

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