L’Aeroporto internazionale dell’Umbria San Francesco d’Assisi fissa il nuovo record storico di passeggeri trasportati in un anno: 620.420 in tutto il 2025. Il precedente, 534.210 persone trasportate in tutto il 2024, era stato già superato a fine ottobre. L’aeroporto, rilanciato durante il governo di centrodestra con Donatella Tesei governatrice e portato - nonostante gli anni del Covid - da 219 mila passeggeri del 2019 sopra quota 500 mila sia nel 2023 che nel 2024, ha chiuso così un’altra grande stagione. La crescita media annua si è attestata a +16%.
Un risultato, questo del 2025 per l’infrastruttura umbra, nettamente superiore alla performance media del comparto aeroportuale in Italia, attestata intorno al +6% nel confronto con l’anno precedente.
LA STORIAIn un quarto di secolo l’evoluzione dell’
Aeroporto San Francesco si è concretizzata tra slanci, frenate, accelerazioni e ripartenze.
Dopo i primi anni di stallo, nel 2007 c’è stato il primo scatto con 97 mila passeggeri (il doppio dell’anno precedente), “
a partire dal 2009 la dinamica accelera in modo evidente, con un incremento sostenuto che porta al primo vero picco nel 2015, quando si superano i 270 mila passeggeri annui. È proprio in questa fase che iniziano a manifestarsi gli effetti della riqualificazione infrastrutturale realizzata tra il 2007 e il 2012” ha analizzato recentemente Aur (Agenzia umbra ricerche).
Arrivano poi anni difficili, tra terremoto (2016) e crisi pandemica (2020-2021, nel 2019 i passeggeri trasportati erano stati 219.913). Negli anni del covid si tocca un punto di minimo (rispettivamente 77 mila e 144 mila).
Tra il 2022 (369 mila) e il 2024 (534 mila) la vera
svolta. In un solo anno i passeggeri crescono di oltre il 44%, per poi consolidarsi su valori mai raggiunti prima. Il 2024 segna una stabilizzazione, con un lieve ma significativo incremento rispetto al 2023 (532 mila). Ora questo nuovo record.
IL FUTURO La struttura attuale opera però ormai in condizioni di saturazione, per questo motivo si rendono necessari alcuni
interventi di ampliamento e potenziamento dell’infrastruttura, fondamentali per sostenere il trend di crescita, migliorare la qualità dei servizi e abilitare un ulteriore sviluppo del traffico come sottolineato nel Defr (Documento di economia e finanza regionale) del triennio 2026-2028, tracciando - oltre alle cifre, 6,8 milioni di esborso - la missione degli interventi, “
ampliare la capacità della struttura aeroportuale e offrire migliori servizi agli utenti”.
Il 2026 “
segnerà l’avvio della fase esecutiva” degli interventi di potenziamento dell’Aeroporto internazionale dell’Umbria, primo passo per il vero salto di qualità: permettere all’aeroporto di diventare “
grande” e avere la capacità di trasportare un milione di passeggeri.
Nel Defr la Regione guidata dalla giunta della governatrice Stefania Proietti spiega la strategia, “
nel corso del 2026, si prevede l'apertura dei cantieri per il miglioramento funzionale dei servizi, che includono l’ampliamento degli spazi del terminal passeggeri, la riqualificazione della pista di volo e del piazzale antistante gli hangar e la realizzazione di un nuovo edificio per il ricovero dei mezzi di rampa. La conclusione dei lavori, che prevedono interventi di adeguamento tecnologico e di potenziamento infrastrutturale, rimane confermata per il 2028”.
NODO NUOVE TRATTEContestualmente si lavorerà a implementare le
tratte: “
Proseguiranno nel 2026 le attività finalizzate al potenziamento delle rotte aeree, a sostegno del consolidamento dei flussi turistici e della connettività del territorio regionale” si legge sempre nel Defr.
Nelle precedenti settimane ha tenuto banco la proposta Ryanair alla Regione: abolire la
tassa municipale (6,50 euro a passeggero) per raddoppiare i suoi investimenti sull’aeroporto umbro, sulla falsariga di altre realtà italiane in cui questa misura ha favorito la crescita. Alla Regione il compito di coprire il piatto, circa 2,2 milioni di euro, attraverso Sviluppumbria che controlla oltre il 70 per cento di Sase, la società di gestione dello scalo. Il dossier è aperto dall’estate, quando Jason McGuinness, direttore commerciale di Ryanair, aveva illustrato la proposta alla Sase. La compagnia avrebbe proposto alcune
rotte tra cui Dublino, Atene, Lamezia Terme e Baden-Baden non riscontrando però il gradimento della Regione che punterebbe a Parigi, Madrid e Francoforte, considerate in grado di garantire un turismo più “
di qualità” e quindi facoltoso. Questa partita non è chiusa, ma per ora è congelata.
Nel frattempo è stato avviato l’iter procedurale per la cosiddetta “
continuità territoriale”, con cui si potrebbero conseguire rotte di collegamento nazionali parzialmente supportate dal governo nazionale per contribuire al superamento dell’isolamento infrastrutturale come già fanno Sardegna e Sicilia e - in maniera diversa - anche Calabria, Toscana, Marche e Friuli Venezia Giulia. Situazioni che verranno gestite anche dalla nuova
governance dell’aeroporto, “
che sarà designata in occasione dell’assemblea ordinaria dei soci nel primo semestre 2026”. Nel nuovo anno l’obiettivo è crescere ancora.