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Attualità

Dimensionamento scolastico a Città di Castello, ora i genitori passano alle vie legali

Depositato ufficialmente l’intervento a sostegno del ricorso al Tar del Comune

Paolo Puletti

21 Marzo 2026, 07:51

Dimensionamento scolastico a Città di Castello, ora i genitori passano alle vie legali

La mobilitazione dei genitori nelle scorse settimane

La mobilitazione dei genitori di Città di Castello segna un punto di non ritorno. Mentre il dibattito pubblico si arena in una propaganda politica autoreferenziale e inaccettabile, le famiglie scelgono la strada dei fatti e del diritto: ieri mattina è stato depositato ufficialmente l’intervento legale a sostegno del ricorso contro un provvedimento ritenuto ingiusto e arbitrario. Tramite il legale Alessio Tomassucci, i genitori degli alunni dei due circoli didattici cittadini e della scuola secondaria di primo grado Alighieri-Pascoli hanno presentato l’intervento ad adiuvandum a sostegno del ricorso del Comune di Città di Castello presso il Tar dell’Umbria.

Affermano i genitori: “Non siamo spettatori passivi di decisioni calate dall’alto, ma cittadini che hanno scelto di analizzare documenti, decreti e delibere. Il nostro movimento, nato spontaneamente e consolidatosi attraverso una rete di centinaia di famiglie, non accetta provvedimenti che ignorano le specificità del nostro territorio e il diritto dei nostri figli a un’istruzione di qualità. In questo percorso, abbiamo imparato a distinguere chiaramente tra le diverse risposte arrivate dal mondo politico. Riconosciamo il valore di chi ha appoggiato la protesta sin dal primo istante, sostenendo le ragioni della scuola con onestà intellettuale, senza mai cadere nella tentazione di trasformare una battaglia civile in mera propaganda elettorale.”
Al contrario, condanniamo fermamente chi ha tentato di cavalcare il tema solo per coprire precise responsabilità o per giustificare atti del tutto immotivati. Non accettiamo che la scuola venga usata come paravento per nascondere mancanze amministrative o per legittimare scelte prive di una reale logica educativa. La nostra contrarietà al dimensionamento scolastico a Città di Castello non è un preconcetto politico, ma il risultato di un’analisi tecnica rigorosa e di un’indignazione collettiva.”

A prescindere dalle sentenze, “quello che resta è la forza di una partecipazione autentica. L’unico intervento davvero fuori dal coro durante il consiglio comunale straordinario del 16 marzo scorso ha colto il punto: si è attivata una comunità. A prescindere dal risultato del ricorso, al di là delle polemiche, delle prese di posizione e delle strumentalizzazioni, quello che davvero conta e che, paradossalmente, rappresenta il risultato più significativo di questa vicenda è una comunità che si è riconosciuta e si è attivata insieme. Ed è da qui che si dovrebbe sempre ripartire. Perché la politica, quella vera, è governo della città, partecipazione, trasparenza e responsabilità condivisa.”
Lo stesso comitato conclude: “Il nostro è un impegno per la trasparenza. La nostra voce è sostenuta dai fatti: oltre 400 persone in piazza davanti al cantiere simbolo della scuola Dante Alighieri (demolita e mai ricostruita) e più di 3.200 firme raccolte. È la prima volta che le famiglie di Città di Castello si organizzano in modo così autonomo per intervenire contro un atto della Pubblica amministrazione. Siamo vigili, siamo informati e pretendiamo interlocutori seri che rispettino il ruolo delle famiglie e della scuola. La nostra battaglia prosegue nelle sedi opportune: la scuola deve restare un luogo di libertà e democrazia, non un terreno di scontro per giustificare scelte amministrative opache.”

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