Attualità
La protesta è arrivata in consiglio comunale
Il consiglio comunale di Città di Castello ritiene il dimensionamento scolastico non accettabile, sia sul piano formativo che logistico, e auspica la revoca del provvedimento. È la presa di posizione che è stata condivisa all’unanimità dalle forze politiche di maggioranza e minoranza (PD, PSI, Lista Civica Luca Secondi Sindaco, Castello Cambia, Gruppo Misto-Azione, Lega, FI, Lista Civica Marinelli Sindaco, FDI, Castello Civica) a conclusione della seduta straordinaria di lunedì sera sulla riorganizzazione della rete scolastica nel territorio tifernate.
I consiglieri comunali hanno espresso voto favorevole all’ordine del giorno che il sindaco Luca Secondi ha concordato con i capigruppo consiliari e ha illustrato al cospetto della platea di genitori, dirigenti scolastici, docenti, personale amministrativo, tecnico e ausiliario degli istituti cittadini che ha seguito i lavori dell’assemblea.
L’iniziativa politica del consiglio comunale va ad aggiungersi al ricorso al Tar dell’Umbria presentato il 10 marzo dal Comune di Città di Castello, al quale si affiancheranno i ricorsi ad adiuvandum della Regione Umbria, che delibererà l’atto questa mattina su proposta dell’assessore Fabio Barcaioli, esplicitata lunedì durante il consiglio comunale straordinario, e del comitato dei genitori, insieme alla rappresentanza sindacale degli insegnanti.
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Il sindaco Secondi
“L’auspicio è che si si possano rivedere le scelte per il dimensionamento scolastico compiute per Città di Castello, che si possa cioè trovare una soluzione attraverso il confronto tra istituzioni e non tramite un tribunale”, ha chiarito il sindaco Luca Secondi, che ha aperto il dibattito in consiglio comunale ripercorrendo l’iter amministrativo che ha preceduto l’emanazione del decreto direttoriale n. 62 del 28 gennaio 2026 sul piano di dimensionamento della rete scolastica 2026-2027 e illustrando le azioni intraprese dal Comune. “Fin dall’inizio, nei passaggi istituzionali istruttori – ha spiegato il primo cittadino - il Comune di Città di Castello ha chiarito di ritenere impraticabile il dimensionamento scolastico nel proprio territorio, che già in passato ha dato un contributo importante alla riorganizzazione scolastica regionale. Impraticabile sia per una questione di numeri, ovvero per un calo demografico meno accentuato che altrove in Umbria, sia per l’indisponibilità completa dell’edificio della scuola Dante Alighieri, con i lavori di ricostruzione fermi dopo la demolizione e per i quali, solo poche settimane fa, è arrivato un impegno ufficiale del ministro Giuseppe Valditara a garanzia della ripresa del cantiere. Impegno a cui attendiamo faccia seguito l’apposito decreto”. Il sindaco ha dato conto dell’infruttuoso tentativo di mediazione con il direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Umbria e, quindi, dell’inevitabile decisione di rivolgersi al Tar dell’Umbria “per tutelare la comunità scolastica di Città di Castello da un provvedimento ingiusto, insostenibile e illogico, perché contrasta i suoi stessi indirizzi generali, che sono quelli di essere attuabile e di esserlo senza costi aggiuntivi”.

La Regione
L’assessore regionale all’istruzione e alla formazione Fabio Barcaioli ha annunciato che “La Regione Umbria si costituirà in adiuvandum a favore del ricorso al Tar presentato da Città di Castello, sostenendo l’azione del Comune contro il dimensionamento scolastico imposto dal Governo”. L’assessore ha difeso l’operato dell’esecutivo regionale, chiarendo che “ogni decisione è stata presa con l’obiettivo di garantire alle studentesse e agli studenti umbri un’istruzione di qualità”, e ha criticato “la politica dei tagli del Governo”. “All’Umbria non è stata assegnata alcuna autonomia in più”, ha spiegato Barcaioli, motivando il ricorso al Presidente della Repubblica, poi dichiarato inammissibile dal Consiglio di Stato “senza entrare nel merito”. “Mi chiedo perché il commissario ad acta in Umbria non abbia rispettato il dimensionamento già pronto e abbia proceduto a una decisione dell’ultimo momento, calata dall’alto, che a Città di Castello porta alla creazione di due degli istituti comprensivi più grandi dell’Umbria”, ha sostenuto l’assessore, aggiungendo: “La Regione Umbria proseguirà su tre fronti: oltre a sostenere il ricorso del Comune di Città di Castello, ricorreremo contro la sentenza del Consiglio di Stato, sollecitando il Presidente della Repubblica a entrare nel merito, e contribuiremo a individuare la soluzione più efficace insieme alla Provincia, all'Ufficio Scolastico Regionale ed il Comune per garantire alle studentesse e agli studenti della Dante Alighieri un avvio dell’anno scolastico 2026-2027 alle migliori condizioni”.
I genitori
Lucia Fiorucci, a nome del comitato dei genitori costituito contro il dimensionamento scolastico, “quale provvedimento imposto e calato dall’alto”, ha ripercorso le tappe della mobilitazione delle famiglie, ricordando la manifestazione pubblica davanti al cantiere della Dante Alighieri, l’assemblea pubblica in Comune, l’incontro con il commissario ad acta e il confronto aperto con la dirigenza dell’Alighieri-Pascoli. “Il diritto primario dei nostri figli a un'istruzione di qualità è in questo momento il tema principale, per il quale tutta la comunità e le istituzioni dovrebbero battersi”, ha dichiarato Fiorucci.
Il dirigente scolastico
Il dirigente scolastico dell’Alighieri-Pascoli Filippo Pettinari ha invitato a proseguire sulla strada della partecipazione e della condivisione delle iniziative, auspicando che prevalga il buonsenso. “Il provvedimento sul dimensionamento scolastico a Città di Castello, oltre che andare a colpire le scuole e, quindi, creare nell'immediato un problema sull'organizzazione, sull'offerta formativa, sugli spazi di questi istituti, lascia aperti alcuni problemi che verranno fuori negli anni futuri e che adesso diventa ancora più difficile risolvere”, ha spiegato Pettinari. È seguito un fitto dibattito che ha visto prendere la parola tutti i rappresentanti dei gruppi consiliari.
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