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Lorenzo Barone fallisce la tappa fluviale del Project dust: "Grande frustrazione ma realizzerò il mio sogno"

A raccontarlo è il 28enne in un aggiornamento pubblicato sui propri canali social

Ilaria Albanesi

03 Marzo 2026, 14:52

Lorenzo Barone fallisce la tappa fluviale del Project dust: "Grande frustrazione ma realizzerò il mio sogno"
"Non puoi proseguire, ora torni indietro". Lorenzo Barone ha fallito la tappa fluviale del suo project Dust e sta continuando il suo viaggio estremo in bici verso la Bolivia. Di fronte al Rio Jatapu, in Brasile, l'esploratore di San Gemini è stato fermato per problemi burocratici. A raccontarlo è il 28enne in un aggiornamento pubblicato sui propri canali social. 

"Nella foto mi trovavo di fronte al Rio Jatapu, in Brasile - ha scritto Lorenzo Barone -. Pronto per realizzare un altro dei miei più grandi desideri, navigare in solitaria un fiume remoto nella giungla con un imbarcazione tradizionale. Avevo caricato la bici, scorte di cibo per 16 giorni, delle camere d'aria di camion a prua e poppa in caso si fosse riempita d'acqua, un indigeno mi aveva regalato un remo di scorta, un'altra famiglia dei platani e della farina di manioca. l'inizio perfetto di un'esperienza che si accingeva ad essere straordinaria".
Poi le difficoltà: "Ho affrontato - ha continuato - le prime rapide prendendo confidenza con questo tipo di canoa. Sono andato avanti per qualche ora, in perfetta sintonia con ciò che mi circondava, poi si è avvicinato un motoscafo con tre uomini che mi hanno fermato. Mi hanno portato nel villaggio di Soma dove hanno fatto delle chiamate, dicendomi infine con toni decisi "Non puoi proseguire, ora torni indietro". Ho sottolineato loro che intendevo solo scendere il fiume senza lasciare traccia del mio passaggio e senza entrare nelle comunità, dormendo in amaca ai margini del fiume, nulla da fare".
"L'entusiasmo si è rapidamente trasformato in frustrazione. Nei giorni precedenti avevo già incontrato e fatto conoscenza con decine di indigeni di quei villaggi perché risalgono il fiume con i motoscafi per andare a fare spese o per cure mediche in città. C'era anche chi mi aveva offerto ospitalità e chi mi aspettava lungo il fiume, tutti sorpresi, affascinati e un po' preoccupati dal percorso che intendevo affrontare".
"Sono rimasto lì altri tre giorni - ha spiegato -, durante i quali ho tentato di tutto per ottenere il permesso di proseguire, ma senza successo.. Per avere l'ok dovevano riunirsi i capi "tuxaua" di 9 comunità diverse che a loro volta hanno un capo che gestisce tutte le comunità, che deve confrontarsi con degli enti Brasiliani.. L'ennesimo incubo burocratico di questo progetto. Tutti gli altri fiumi paralleli al Jatapu stesso problema. A volte la determinazione e l'entusiasmo non bastano per superare determinate situazioni, ma ho promesso a me stesso che forse non ora e forse non in Brasile, ma l'esperienza che qui mi è stata negata la vivrò e lo farò al massimo del mio potenziale. Una motivazione in più per tentare un fiume che guardo sulle mappe da anni, a mio parere il più remoto e sconosciuto su questo pianeta, non ha nemmeno un nome e a confronto il Rio Jatapu sembrerà un ruscello per fare giocare i bambini".
"Credo che nella vita - ha concluso -, indipendentemente da ciò che facciamo e dalle nostre passioni, bisogna sempre trovare il modo e impegnarsi per trasformare le delusioni in occasioni e i fallimenti in successi. Questa fase fluviale del progetto è fallita e mi sto ora dirigendo in bici verso la Bolivia. Tutto avrà un proprio momento".
È possibile seguire viaggio di Lorenzo Barone attraverso il segnale del geolocalizzatore, che porta la testimonianza dell'impresa estrema che il 28enne sta portando a termine. 

Il Project Dust

Dust - La Via della Sabbia è il nome del progetto estremo al quale sta prendendo parte Lorenzo Barone: "È stato e continua ad essere il progetto più complesso che io abbia mai immaginato: un anno e mezzo di lavoro, pianificazione, burocrazia, allenamenti e logistica per dare forma a quattro spedizioni in una", aveva spiegato Barone sui social. 

L'obiettivo è quello di attraversare il Sahara, l'Atlantico, l'Amazzonia e le Ande "interamente e consecutivamente e propulsione umana, tutte senza supporto esterno, seguendo il viaggio delle polveri sahariane che fertilizzano la foresta amazzonica". 

"È stata una preparazione infinita: dalla scelta dell’attrezzatura alla barca a remi con cui tenterò la traversata oceanica. L’ho cercata usata per abbattere i costi e preparata con l’aiuto di Matteo, un ragazzo della mia zona che mi ha supportato nello specifico nell’installazione dell’impianto elettrico di bordo. Da solo sarebbe stato impossibile".

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