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Lorenzo Barone e il viaggio in bici nella giungla della Guyana: "Sono nella fase più bella ed emozionante del project Dust"

Ilaria Albanesi

16 Febbraio 2026, 14:52

Lorenzo Barone e il viaggio in bici nella giungla della Guyana: "Sono nella fase più bella ed emozionante del project Dust"

Ha già percorso circa mille chilometri in bici Lorenzo Barone, l'esploratore di San Gemini impegnato nell'impresa estrema del project Dust. A dare testimonianza del viaggio - oltre che al segnale del geolocalizzatore - è lo stesso 28enne, con un video pubblicato sui propri canali social. 

 

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"Dopo il Sahara e la traversata dell'Atlantico a remi, ora ho percorso circa 1000 km in Sud America, prevalentemente su piste sterrate - scrive il giovane - Mi trovo nella giungla della Guyana su tracciati in gran parte assenti sulle mappe, visibili solo dalle immagini satellitari. In questo momento ospite nella base dei cercatori d'oro che hanno la connessione internet ma tra circa un ora mi troverò nuovamente isolato nella foresta".

"Tra pochi giorni - continua - dovrei raggiungere il confine con il Brasile dove tenterò di raggiungere e seguire un fiume veramente remoto, probabilmente con una zattera che costruirò sul posto, evitando così i grandi fiumi principali come il Rio Negro a causa della criminalità".

"Il progetto Dust - conclude - continua e questa è per ora forse la fase più bella e emozionante, tra piccoli villaggi isolati e la natura selvaggia".

Il Project Dust

Dust - La Via della Sabbia è il nome del progetto estremo al quale sta prendendo parte Lorenzo Barone: "È stato e continua ad essere il progetto più complesso che io abbia mai immaginato: un anno e mezzo di lavoro, pianificazione, burocrazia, allenamenti e logistica per dare forma a quattro spedizioni in una", aveva spiegato Barone sui social. L'obiettivo è quello di attraversare il Saharal’Atlanticol’Amazzonia e le Ande "interamente e consecutivamente a propulsione umana, tutte senza supporto esterno, seguendo il viaggio delle polveri sahariane che fertilizzano la foresta amazzonica".
"È stata una preparazione infinita: dalla scelta dell’attrezzatura alla barca a remi con cui tenterò la traversata oceanica. L’ho cercata usata per abbattere i costi e preparata con l’aiuto di Matteo, un ragazzo della mia zona che mi ha supportato nello specifico nell’installazione dell’impianto elettrico di bordo. Da solo sarebbe stato impossibile".
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