Attualità
Per l'ottavo centenario dalla morte di San Francesco è previsto un numero di persone tre volte superiore rispetto al numero massimo mai accolto ad Assisi
La legge di Francesco arriva in Umbria. Ma non si tratta di un insegnamento del Santo di Assisi, bensì un disegno di legge approvato dalla giunta guidata da Stefania Proietti per la celebrazione dell’ottavo centenario dalla morte del Poverello (Papa Leone XIV ha istituito pure uno speciale Anno Giubilare), in modo da promuovere le iniziative volte a favorire la diffusione della conoscenza, del pensiero, dell’opera, della cultura e dell’eredità del patrono d’Italia.
Sì, perché oltre alla ricorrenza del 2026, Palazzo Donini vuole programmare con tempi adeguati anche le iniziative per gli altri centenari francescani in calendario da qui al 2030: la canonizzazione del Santo e la fondazione della chiesa di San Francesco (1228), la proclamazione della chiesa di Francesco come caput et mater dell’Ordine dei frati minori (1230) e la ricorrenza del primo centenario dalla morte di Paul Sabatier (1928), padre della moderna storiografia dedicata a Francesco.
Undici articoli in cui la giunta mette nero su bianco le proprie intenzioni: dalle attività di informazione e comunicazione alle iniziative in cantiere, dal sostegno a quanto previsto dai comuni o dai soggetti privati ai progetti in materia di solidarietà e politiche giovanili. Fino all’hospice pediatrico da realizzare in una struttura sanitaria del Cuore verde sui modelli del Bambin Gesù di Roma e del Meyer di Firenze.
“Questa è una grande occasione di coinvolgimento di tutta l’Umbria - ha detto la presidente Proietti nell’illustrare il disegno di legge in commissione nei giorni scorsi - Sarà il nostro Giubileo, che porterà numeri importanti, con la prospettiva di farci superare il record di presenze. E noi dovremo essere preparati a gestire flussi così impegnativi. Il disegno di legge, che prevede risorse regionali per 2,5 milioni di euro, serve proprio a questo. Il suo intento è anche quello di dare la possibilità a tutta l’Umbria, a tutti i comuni, di avere un ruolo e di avere il nostro supporto per fare qualcosa che li immetta all’interno del centenario. Ma con questo disegno di legge vogliamo anche lasciare dei segni che rimangano nel tempo, che possano essere opere generative”.
Primo su tutti, l’hospice pediatrico “nell’ambito di un presidio ospedaliero territoriale, ‘opera segno’ dell’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, dedicato alle cure palliative pediatriche e al sostegno alle famiglie di minori affetti da patologie inguaribili, con l’intento che la legge produca non solo effetti meramente celebrativi dell’evento, ma generativi e duraturi nel tempo”, sta scritto nella relazione della governatrice. La Regione non dispone di un hospice pediatrico, che sarà realizzato presso un “presidio ospedaliero territoriale nell’ambito dell’opera di riconfigurazione del presidio stesso, che sarà attuata nell’ambito della complessiva riqualificazione della rete regionale delle cure palliative e della rete regionale ospedaliera, oggetto della programmazione del nuovo Piano sanitario”. L’impegno di spesa stimato, circa 2 milioni di euro, “trova copertura finanziaria mediante il reinvestimento di economie di gestione derivanti da fondi patrimoniali già stanziati nel bilancio d’esercizio dell’Azienda sanitaria territoriale competente”.
L’atto prevede, tra le altre cose, la predisposizione e la realizzazione di un programma di informazione e comunicazione da parte della Regione Umbria per la conoscenza presso l’opinione pubblica nazionale ed internazionale della celebrazione dell’VIII Centenario della morte di San Francesco d’Assisi. Il testo punta a coinvolgere tutto il territorio regionale nelle celebrazioni, prevedendo il sostegno da parte della Regione alle iniziative di Comuni e Province nella realizzazione di interventi che hanno lo scopo di promuovere e diffondere il pensiero francescano.
Inoltre, tra le varie attività, la Regione intende supportare quelle iniziative che facilitano l’accesso alla cultura, tra cui l’organizzazione di una mostra presso la Galleria nazionale dell’Umbria.
E ancora, per favorire l’accessibilità ai luoghi francescani sul territorio regionale, Palazzo Donini predispone un programma per il potenziamento dei servizi di trasporto pubblico locale. L’Umbria, essendo la regione di riferimento per il sistema dei cammini religiosi, favorisce la conoscenza e la fruizione della rete delle vie e dei cammini francescani che insistono sul territorio regionale. Oltre al potenziamento dei servizi di protezione civile, il disegno di legge prevede anche il potenziamento temporaneo e mirato dei servizi sanitari territoriali, ospedalieri ed emergenza-urgenza per garantire l’adeguata assistenza sanitaria ai visitatori, ai pellegrini e alla popolazione residente.

“Su questo disegno di legge abbiamo chiesto prima i pareri e il nulla osta dei vari Ministeri - ha concluso Proietti - Questo ci ha consentito di inserire nel testo numerosi suggerimenti. Anche perché questa norma, in maniera che anche l’Umbria possa fare la sua parte, è stata richiesta dal Comitato nazionale francescano, che gestisce 4,5 milioni di euro più i 500 mila euro aggiunti con l’ultima finanziaria. Questo disegno di legge è un’occasione importante per fare quello che hanno fatto i nostri predecessori nel 1982, per l’VIII centenario della nascita di San Francesco. E gli atti di quelle celebrazioni li esporremo nell’androne di Palazzo Donini. Oppure quello che venne fatto nel 1926, con una grande mostra diffusa. Ma noi dovremo affrontare una grande sfida, visto che è previsto un numero di persone tre volte superiore rispetto al numero massimo mai accolto ad Assisi. Per questo saranno centrali i trasporti e il supporto della Protezione civile. Il Governo è impegnato in una norma nazionale di Protezione civile come è stata quella per il Giubileo, viste le esigenze che stanno emergendo”.
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