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ASSISI

Seguendo Francesco passo dopo passo

Sergio Casagrande

17 Gennaio 2026, 16:05

Seguendo Francesco passo dopo passo

Ottocento anni non sono una ricorrenza. Sono una prova di resistenza. Del tempo, della storia, delle idee. E soprattutto di un messaggio che, contro ogni previsione, continua a parlare al presente.

Nel 1226 moriva San Francesco d’Assisi. Nel 2026, ottocento anni dopo, Francesco è ancora qui. Non come icona addomesticata o santino rassicurante, ma come figura scomoda, radicale, moderna. Capace ancora di mettere in crisi linguaggi, poteri, coscienze. Credenti e non credenti. Istituzioni e individui.

È da questa consapevolezza che nasce la nuova iniziativa editoriale del Corriere dell’Umbria e di tutto il Gruppo Corriere. Un progetto che non vuole celebrare nel senso rituale del termine, ma raccontare. Seguire. Attraversare. Mettere ordine dentro una storia enorme, stratificata, diffusa nei territori e nel tempo.

L’Umbria è il cuore pulsante di questa vicenda, ma non è l’unico battito. Francesco è stato umbro, italiano, europeo, universaleHa lasciato impronte che attraversano città, borghi, conventi, eremi, strade minori e grandi snodi della storia. Nell’Aretino, nel Reatino e in molti altri luoghi del Centro Italia. E anche oltre.

Per questo il nostro racconto non si fermerà ai confini regionali, ma seguirà Francesco là dove la sua presenza ha inciso davvero: in Umbria, come in Toscana e in altri luoghi.

Da oggi, sabato 17 gennaio, e per tutto il 2026, con inserti in uscite quindicinali, accompagneremo i lettori in un viaggio che è insieme storico, culturale, spirituale e profondamente contemporaneo. Un inserto speciale di otto pagine, multimediale e fotografico, pubblicato sulle edizioni del Corriere dell’Umbria, del Corriere di Arezzo, del Corriere di Siena e sulle piattaforme digitali del Gruppo. Un racconto - che viene curato dalla collega Patrizia Antolini che ringrazio per aver preso a cuore la messa in opera di un impegno così importante e imponente - pensato per durare, non per essere consumato in fretta.

A parlare non sarà una voce sola. Sarà un coro: famiglie francescane, storici, medievalisti, storici dell’arte, giornalisti, testimoni, uomini e donne che con Francesco hanno ancora un legame vivo, personale, spesso inatteso. Racconteremo, quindi, i luoghi celebri e quelli meno conosciuti, i grandi passaggi e i dettagli laterali, i fioretti e le contraddizioni, la fede e le domande.

Il momento centrale di questo percorso sarà l’ostensione delle spoglie del Santo, dal 22 febbraio al 22 marzo, al Sacro Convento di Assisi. Un evento eccezionale, rarissimo, che sta già attirando centinaia di migliaia di prenotazioni. In quelle settimane il nostro giornale sarà lì: con inviati, reportage, storie, cronaca e profondità. Perché certi eventi non si raccontano da lontano.

Alla fine di questo lungo cammino, tutto ciò che avremo scritto e documentato confluirà in una raccolta complessiva. Un’opera editoriale che resterà. Un archivio vivo di parole, immagini, idee. Il modo migliore per restituire a Francesco quello che lui ha sempre chiesto: attenzione, verità, radicalità.

Il Corriere dell’Umbria, quotidiano leader della regione Umbria e il Gruppo Corriere affondano le loro radici nella terra francescana. Raccontare questo centenario non è solo un dovere professionale. È, secondo noi, un atto di identità.

Ottocento anni dopo, Francesco continua a fare quello che ha sempre fatto: costringerci a guardare oltre. E noi, questa volta, abbiamo deciso di seguirlo passo dopo passoCome sempre, buona lettura.

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