Il caso
Il Tribunale di corso del Popolo a Terni
Tre anni di reclusione per le ipotesi di reato di tentata estorsione, resistenza e lesioni a pubblici ufficiali e danneggiamenti. Questa la pena inflitta martedì 24 febbraio dal Tribunale di Terni in composizione monocratica - giudice Biancamaria Bertan - ad un 38enne di nazionalità italiana, arrestato la mattina dello scorso 23 settembre all'incrocio semaforico fra viale Aleardi e viale Prati dai carabinieri della compagnia di Terni, al termine di un inseguimento in auto. I militari dell’Arma si erano messi sulle tracce del 38enne dopo che un ternano, coetaneo, aveva lanciato l'allarme al 112 affermando che il soggetto gli era piombato in casa, aggredendolo e intimandogli - dietro la minaccia di un cacciavite puntato al collo - di consegnargli dei soldi che gli doveva.
Poi la vittima era stata costretta a seguirlo e lasciata nei pressi dell'abitazione della compagna perché reperisse rapidamente il denaro. A quel punto era scattata la segnalazione con intervento dei carabinieri che avevano intercettato il 38enne una volta tornato dove aveva lasciato il “debitore” e lì era nata una prima colluttazione e quindi l'inseguimento, con due militari speronati e trascinati dall'auto partita a folle velocità lungo le vie del quartiere San Giovanni.
Alla fine l'uomo era stato bloccato al semaforo di viale Aleardi e lì, fra calci sferrati ai carabinieri e minacce, condotto in caserma e arrestato. Quattro i militari poi refertati al pronto soccorso. Martedì 24 febbraio in aula il pm Giuseppe Sereni ha chiesto una condanna a sei anni, mentre il Tribunale ha stabilito in tre anni - oltre 1.100 euro di multa - la pena da scontarsi. Un carabiniere, parte civile attraverso l'avvocato Francesca Mancini, si è visto riconoscere una provvisionale di 750 euro.
Moderatamente soddisfatto il difensore del 38enne campano, l'avvocato Francesco Mattiangeli, "in ragione dell'entità della pena rispetto alla richiesta e della derubricazione del possesso di droga (a casa dell'uomo c'erano alcune dosi di hashish e cocaina, ndr). Continuiamo a ritenere del tutto insussistente - aggiunge - l'ipotesi di reato dell'estorsione". La prospettiva è quella del giudizio d'appello.
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