Martedì 03 Febbraio 2026

QUOTIDIANO DI INFORMAZIONE INDIPENDENTE

DIRETTORE
SERGIO CASAGRANDE

×
NEWSLETTER Iscriviti ora

ECONOMIA

Terni, crisi Moplefan e Sangraf: Filctem Cgil chiede di istituire una cabina di regia per tutte le vertenze aperte

Il sindacato: "Favorire la messa a terra degli strumenti legislativi nazionali e territoriali come area di crisi complessa, Fsc e Zes"

02 Febbraio 2026, 05:00

Terni, crisi Moplefan e Sangraf: Filctem Cgil chiede di istituire una cabina di regia per tutte le vertenze aperte

La persistente crisi che investe l’industria ternana, in particolare i poli chimici, e l’aumento dei lavoratori in cassa integrazione sono stati intanto al centro dell’assemblea generale della Filctem Cgil di Terni (Federazione lavoratori chimica, tessile, energia e manifatture), riunitasi giovedì 29 gennaio.

Due le vertenze principali portate all’ordine del giorno: Sangraf di Narni e Moplefan di Terni.

Per quanto riguarda Sangraf, lo stabilimento è fermo dallo scorso aprile e in Regione è attivo un tavolo per definire un piano di riavvio degli impianti, rispetto al quale la proprietà, ricorda il sindacato, “ha fatto dichiarazioni in questo senso”.

“Nell’ultimo incontro, dopo sollecitazioni sindacali e istituzionali – fanno sapere dalla Filctem Terni –, l’azienda si è impegnata a sottoscrivere un protocollo di intesa che prevede: mantenimento della produzione nello stabilimento di Narni; piano di manutenzione; ordinativi di materie prime; data di ripartenza degli impianti; pagamenti delle spettanze e degli istituti nei tempi, con rientro entro febbraio del versamento degli arretrati del fondo”.

Il documento è atteso in questi giorni per verificarne i contenuti e, “auspicatamente”, firmare l’accordo. L’assemblea generale della categoria ha inoltre sollecitato un impegno straordinario delle istituzioni, e se necessario del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), affinché “fare sì che l’azienda si impegni per la ripartenza dello stabilimento a tutela dei lavoratori e dell’unica realtà italiana di produzione degli elettrodi per forni fusori di acciaio ad arco elettrico”.

Preoccupazione elevata anche per Moplefan, sia per la sorte dei dipendenti sia per il ruolo strategico del sito produttivo. L’azienda è praticamente ferma da quasi un anno per carenza di liquidità.

“Il capitale debitorio sta aumentando – fa sapere il sindacato – e questo mese è stata attivata la procedura di composizione negoziale del debito con i creditori. Il tavolo di crisi al Mimit, istituito per favorire il dialogo tra sistema bancario e azienda, non ha prodotto i risultati dichiarati e auspicati e, dopo sei mesi di confronti e incontri tecnici, gli istituti di credito non hanno ritenuto di concedere una linea di finanziamento. La nuova strada indicata è quella del subentro di un socio nel capitale sociale (che è stato trovato dall’attuale proprietà) e dell’intervento di Invitalia a garanzia. Iniziativa, quest’ultima, in valutazione da parte del Ministero per vagliarne la percorribilità, ma c’è l’incognita del tempo necessario a svolgere queste verifiche”.

Nel frattempo, “dato l’acuirsi delle difficoltà di liquidità, i lavoratori sono stati posti tutti in cassa integrazione straordinaria (Cigs) e non hanno percepito le spettanze di dicembre e la tredicesima mensilità, oltre a fondo previdenza, buoni pasto e altri istituti. Come se non bastasse, un’ispezione dell’Ispettorato del lavoro ha causato il protrarsi dei tempi per il rinnovo della Cigs che dovrebbe dare copertura per i lavoratori dal 1° dicembre 2025 per un altro anno”.

Su questo fronte, la Filctem di Terni chiede che il Ministero del Lavoro garantisca strumenti di tutela a partire dal “1° dicembre 2025” e che il Mimit valuti al più presto la fattibilità del supporto di Invitalia per consentire la ripartenza. “Altrimenti – afferma – va trovata un’alternativa per non disperdere potenzialità e professionalità di una fabbrica così strategica per il territorio”.

In chiusura, il sindacato rivolge un appello alle istituzioni locali perché “attivino una cabina di regia territoriale con i sindacati per affrontare tutte le crisi che investono il settore chimico e manifatturiero, così da favorire la messa a terra degli strumenti legislativi nazionali e territoriali come area di crisi complessa, Fsc e Zes, e tutti gli strumenti disponibili a supporto dell’industria e del manifatturiero sul territorio”.

Newsletter Iscriviti ora
Riceverai gratuitamente via email le nostre ultime notizie per rimanere sempre aggiornato

*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy

Aggiorna le preferenze sui cookie