In città
La sicurezza nell'acropoli di Perugia torna al centro del dibattito dopo le vicende delle ultime settimane. Per Sveva Stancati, segretaria del circolo perugino di Sinistra Italiana, è necessario superare la gestione emergenziale e costruire una strategia strutturale. “La tutela dell’incolumità pubblica è una priorità assoluta, ma la sicurezza vera non si costruisce contro la vita dei territori: si costruisce insieme ad essa, con politiche condivise”, afferma.
Il tema si inserisce in un contesto già fragile, segnato da chiusure e calo dei residenti. “La chiusura forzata di locali e presìdi sociali rischia di accelerare il declino e, paradossalmente, aumentare l’insicurezza. Il rischio è trasformare il centro in una scenografia per il turismo mordi e fuggi”.
Stancati accoglie positivamente il confronto avviato dal Comune con gli esercenti: “È un passo nella giusta direzione, ma ora serve un percorso strutturato che coinvolga tutte le realtà del centro: commercianti, associazioni, residenti, lavoratori e comunità studentesca”.
Da qui la proposta di rilanciare gli Stati Generali della Notte. “Devono essere un momento pubblico di confronto tra chi la notte la vive e chi la governa”, spiega. “Da questo percorso deve nascere un vero Piano della Notte, capace di affrontare in modo integrato mobilità, illuminazione, sicurezza, spazi pubblici, politiche culturali e convivenza”.
L’obiettivo è costruire regole condivise e una visione di lungo periodo. “Perugia vive di socialità, cultura e relazioni. Se il centro storico muore, muore la città”.
Secondo Stancati, sicurezza e vivibilità non sono in contrapposizione: “Una città sicura è una città viva, abitata e partecipata. Non esiste sicurezza in una città deserta, né comunità senza luoghi in cui incontrarsi”.
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