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Stop al far west dei negozi in centro storico: atto dei 5 stelle contro il commercio selvaggio

Antonio Donato, capogruppo del Movimento 5 stelle al Comune di Perugia, ha presentato un ordine del giorno insieme al consigliere Stefano Nuzzo

Alessandro Antonini

09 Marzo 2026, 18:46

Stop al far west dei negozi in centro storico: atto dei 5 stelle contro il commercio selvaggio

Antonio Donato M5s

Stop al far west dei negozi nell'acropoli perugina. "Il centro storico di Perugia non è solo uno spazio urbano: è il cuore identitario della città, il luogo in cui storia, cultura, residenza e attività economiche devono continuare a convivere in equilibrio. Per questo abbiamo ritenuto necessario avviare una riflessione seria sugli strumenti che il Comune ha a disposizione per tutelarlo e accompagnarne lo sviluppo con maggiore attenzione". Lo dichiara Antonio Donato, capogruppo del Movimento 5 stelle al Comune di Perugia, in merito all’ordine del giorno presentato in consiglio comunale insieme al consigliere Stefano Nuzzo (M5S) sulla tutela dell’identità storico-culturale del centro storico e sugli indirizzi per la disciplina delle attività economiche nelle aree di maggiore valore urbano. In sostanza si chiede lo stop al commercio selvaggio, sia sul fronte merceologico che di quantità dell'offerta.

L’atto presentato da Antonio Donato e Stefano Nuzzo impegna l’amministrazione comunale "ad avviare un percorso tecnico e amministrativo finalizzato a rafforzare gli strumenti di tutela e di governo delle trasformazioni economiche nel centro storico. In particolare, la proposta punta a verificare e coordinare gli strumenti urbanistici, commerciali e di tutela del decoro urbano già esistenti, individuare con maggiore chiarezza le aree della città caratterizzate da particolare valore storico-artistico e definire criteri oggettivi che consentano di valutare la compatibilità delle attività economiche con il contesto urbano e culturale del centro, mantenendo equilibrio tra funzioni commerciali, residenza e qualità degli spazi pubblici".

L’iniziativa richiama anche il quadro normativo nazionale già vigente che consente ai Comuni di intervenire per tutelare i contesti storici. In particolare, l’articolo 52 del decreto legislativo 42/2004, il Codice dei beni culturali e del paesaggio, prevede la possibilità per le amministrazioni comunali di adottare misure finalizzate a garantire il decoro e la compatibilità delle attività economiche nelle aree di valore storico e monumentale. Proprio facendo leva su queste disposizioni, diverse città italiane hanno già introdotto regolamenti specifici per proteggere i propri centri storici e governare l’equilibrio delle attività economiche: tra i casi più noti vi sono Firenze, ma anche Bologna e Verona, che negli ultimi anni hanno adottato strumenti regolamentari per tutelare identità urbana, vivibilità e pluralità commerciale nei centri storici.

All’interno di questo percorso, l’ordine del giorno impegna inoltre l’amministrazione a valutare la predisposizione di una "specifica disciplina regolamentare comunale, coordinata con gli strumenti urbanistici e con la programmazione commerciale, in grado di definire criteri chiari per l’insediamento, il trasferimento, l’ampliamento e la trasformazione delle attività economiche nelle aree di maggiore pregio storico e culturale della città".

"Non si tratta di bloccare il commercio o limitare lo sviluppo della città. Al contrario, l’obiettivo è governare i cambiamenti con maggiore consapevolezza, mantenendo equilibrio tra attività economiche, residenza, qualità degli spazi pubblici e valorizzazione del patrimonio storico e culturale", sottolinea Antonio Donato.

Secondo i due consiglieri, l’ordine del giorno rappresenta un primo passo per avviare un percorso di approfondimento istituzionale che coinvolga gli uffici comunali competenti, gli enti preposti alla tutela del patrimonio culturale e gli operatori economici, con l’obiettivo di definire criteri chiari e trasparenti per accompagnare l’evoluzione del tessuto commerciale del centro storico.

"Il centro storico di Perugia è una risorsa preziosa e non riproducibile. Proprio per questo va accompagnato nel suo sviluppo con attenzione, equilibrio e visione, affinché continui a essere un luogo vivo, attrattivo e riconoscibile per chi lo vive ogni giorno e per chi visita la nostra città", conclude Antonio Donato.

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