Movida
La gestione del music bar Marla ha deciso di passare al contrattacco legale per tutelare la propria attività e la propria immagine. Attraverso l’avvocato Salvatore Cavuoti, il titolare Andreas Joseph Corazza ha presentato una formale istanza di accesso agli atti e contestuali deduzioni difensive in risposta a un procedimento amministrativo per inquinamento acustico avviato dal Comune il 24 febbraio 2026. La difesa sostiene fermamente che il locale sia vittima di un accanimento da parte di alcuni residenti del centro storico, i quali avrebbero presentato esposti definiti pretestuosi e vessatori, arrivando a segnalare schiamazzi persino in serate in cui l'attività risultava chiusa al pubblico.
La posizione dei gestori è chiara: via Bartolo è storicamente uno dei principali punti di aggregazione giovanile della città, e non è possibile attribuire al solo Marla la responsabilità dei rumori derivanti dalla cosiddetta movida, dato che centinaia di ragazzi affollano le strade indipendentemente dalla clientela del locale. Nonostante i tentativi di instaurare un dialogo con i residenti per trovare soluzioni condivise, la proprietà lamenta un rifiuto aprioristico al confronto da parte di questi ultimi. Per questo motivo, l’istanza mira ora a visionare tutti i verbali e le relazioni di servizio della polizia locale.
A dimostrazione della propria buona fede, la società C&L S.n.c. ha documentato una lunga serie di investimenti strutturali realizzati dal 2019 per minimizzare l’impatto acustico. La gestione ha inoltre confermato l’assunzione di uno steward per gestire l’ordine esterno e ha già preventivato una spesa di oltre 10.000 euro per l’installazione di nuove vetrate fonoisolanti.
La battaglia legale non si ferma però alla sola difesa amministrativa. La proprietà ha infatti annunciato l’intenzione di tutelare i propri diritti in ogni sede giudiziaria, non escludendo azioni per il risarcimento dei danni subiti e denunce per ipotesi di reato come diffamazione, calunnia o atti persecutori.
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