PERUGIA
Troppi clienti all’interno del locale e assenza di licenza per pubblico spettacolo. È questo il motivo per cui sabato pomeriggio – dopo il controllo interforze eseguito venerdì notte in via Alessi – sono stati messi i sigilli al pub The Zoo. Il sequestro preventivo, come recita il cartello apposto sul portone d’ingresso, è scattato in seguito alle rilevazioni effettuate proprio venerdì. Nello specifico, l’assenza di licenza per pubblico spettacolo ha fatto scattare anche le contestazioni relative a questioni di sicurezza: all’interno del locale infatti – che ha l’autorizzazione a funzionare come bar – venerdì notte attorno alle una sono state trovate circa 200 persone. Di per sé non un numero altissimo, considerando che il locale si estende su tre piani per circa 150 metri quadrati, se non fosse però che il pub non ha l’autorizzazione specifica che prevede massimali molto diversi. Per un bar infatti è previsto un massimo di 0,4 persone per metro quadrato, per i locali di pubblico spettacolo 1,2. Ecco dunque che le circa 200 persone superavano di oltre tre volte quelle previste in base all’autorizzazione posseduta. A cascata ci sono poi le contestazioni relative alla sicurezza: una licenza prevede minimo un’uscita di sicurezza, l’altra dalle due in su, a seconda della grandezza del locale. Non sarebbero state riscontrate problematiche di altro tipo legate alla sicurezza con riguardo all’impiantistica o alle misure antincendio. Di per sé però, l’attività di pubblico spettacolo – nello specifico l’altra sera c’era un dj che metteva musica – senza apposita licenza configura un esercizio abusivo.
The Zoo, riaperto nel 2020 sulle ceneri dell’ex Zoologico, locale storico della movida perugina, era rimasto chiuso da quando nel 2007, col nome di Le Chic e gestito da Patrick Lumumba, era stato sequestrato nel corso delle indagini sull’omicidio di Meredith Kercher che portarono lo stesso Lumumba in un primo momento dietro le sbarre. Dopo che Lumumba venne completamente scagionato - proprio grazie a un professore svizzero che testimoniò di aver passato la sera dell’omicidio nel pub insieme a Patrick - il locale, in cui Amanda Knox aveva lavorato come dipendente di Lumumba, non venne più riaperto. Il titolare del The Zoo, contattato dal Corriere dell’Umbria, dichiara: "Io ho fatto degli ingenti investimenti per questo locale, certo non sono stato fortunato, l’ho riaperto poco prima che scoppiasse la pandemia. Ma ho sempre rispettato le regole e la mia clientela non ha mai creato alcun problema. Certo non ho quella licenza, ma la nostra non è una discoteca, facciamo attenzione proprio perché siamo coscienti di questa mancanza, ma su questo voglio sottolineare che quando abbiamo aperto mi era stata fatta una promessa che poi però non si è mai concretizzata. Del resto in centro storico la licenza di pubblico spettacolo non si dà più a nessuno, ma io ho sempre avuto tutti gli altri permessi necessari per fare musica. Il mio è un locale sicuro, gli impianti sono stati tutti fatti a norma e l’impegno è estremo. Capisco che dopo la Svizzera è cambiato il mondo, ma noi dobbiamo poter lavorare".
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