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Eventi

Wau!, la città si anima dal basso: 48 luoghi e 88 artisti per un fringe perugino

Weekend arti unite il 21 e 22 febbraio

Sabrina Busiri Vici

13 Febbraio 2026, 08:00

Perugia

L'assessore comunale Fabrizio Croce

A Perugia delega alla Creatività ha spinto l’assessore comunale Fabrizio Croce a voler costruire in città un festival ispirato al Fringe di Edimburgo. Il modello è ambizioso, ma l’idea si adatta bene alla Perugia delle associazioni giovanili, degli artisti underground, delle vie che brulicano di laboratori e piccoli spazi in cui si praticano linguaggi artistici diversi, capaci di mescolarsi e reinventarsi. Arti lontane dai grandi palchi ma che diventano in questo caso protagoniste.
“Un festival che vuole nascere dal basso con l’intento di rafforzare le energie positive che abbiamo”, dice Croce. Un festival che si diffonde nel tessuto urbano, allargandosi fino alle periferie e alle frazioni.


Due giorni, nel weekend del 21 e 22 febbraio, per poi estendersi anche a quello successivo con un vibrante colpo di coda. È stata presentata così ieri a palazzo dei Priori la seconda edizione di Wau – Weekend delle arti unite. Qualche numero: 48 luoghi coinvolti, 18 mostre, 33 eventi e 88 tra artisti e associazioni coinvolti. Il periodo scelto risponde alla necessità di destagionalizzare le manifestazioni, rafforzando la programmazione in un momento dell’anno più spento. Spazio dunque alle arti figurative, concettuali e visive, ai linguaggi innovativi e multidisciplinari. Per lo più tutto è gratuito, con poche eccezioni.
La manifestazione punta, inoltre, a mettere in relazione spazi pubblici e privati, entrando anche negli atelier degli artisti, nei laboratori e nelle piccole sedi associative. “Tra gli spazi pubblici abbiamo anche una new entry rispetto all’anno scorso - ha specificato l’assessore -: la sala Binni a Porta Sole, oltre a luoghi già noti come l’ex chiesa della Misericordia, la Loggia dei Lanari e le altre aree del Mercato Coperto”.
Esclusa invece la sala della Cannoniera alla Rocca Paolina, a causa delle ingenti infiltrazioni che la rendono attualmente inutilizzabile: un problema da affrontare, ormai diventato un’emergenza. Invece, fuori dal centro storico, punto di riferimento sarà il Centro servizi giovani all’Ottagono, dove opera da tempo l’associazione Piccioni Radioattivi, collettivo artistico attivo sul territori


Tra gli altri obiettivi dichiarati da Croce: mettere in relazione i diversi distretti creativi della città, da via della Viola a Borgo Bello, ma anche stimolare progettualità che altrimenti non avrebbero la forza di sostenersi autonomamente. È il caso di Segnali, che sarà una rassegna nella rassegna”. “La proposta - sottolinea Croce - è arrivata da un collettivo che ha fatto della progettazione e della curatela artistica la propria missione professionale, ovvero Anonima Aps. Giovani umbri che operano da alcuni anni presso lo Spazio Modu di via della Viola”. L’introduzione di Segnali nel programma di Wau è, dunque, un tentativo concreto di far crescere un’iniziativa spontanea riconoscendo un valore alla creazione artistica e all’impegno professionale che ci sono dentro. “Abbiamo accolto la proposta in quanto pienamente aderente allo spirito della manifestazione e finalizzata a valorizzare specifici progetti culturali multidisciplinari, originali e in dialogo con il contesto della città storica”.
Nel dettaglio, Segnali andrà oltre il programma di Wau, estendendosi fino al primo marzo, con un calendario che si sviluppa lungo il filo conduttore dell’arte di Andrea Pazienza e della sua “anarchia creativa”: installazioni site specific, performance musicali, podcast, giochi scenici e molto altro.


Le iniziative si terranno anche in questo caso in spazi, atelier e studi d’artista del centro storico, vocati alla cultura underground e alla programmazione dal basso, ma anche in un luogo simbolo della spiritualità cittadina come la Basilica di San Pietro, che ospiterà uno degli eventi conclusivi: il concerto (a pagamento) di Dan Kinzelman.

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