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L’evento

La Grande Lirica Umbra riaccende la passione dei melomani umbri: torna la rassegna realizzata in collaborazione con il Coro Lirico

28 Gennaio 2026, 18:16

La Grande Lirica Umbra riaccende la passione dei melomani umbri: torna la rassegna realizzata in collaborazione con il Coro Lirico

Il Trovatore e La Traviata di Giuseppe Verdi, l’Elisir d’amore di Donizetti e la musica di Ennio Morricone: questo il programma 2026 della Grande Lirica Umbria che, in collaborazione con il Coro Lirico dell’Umbria, ritorna ad un anno preciso di distanza dalla sua prima edizione che era stata molto ben accolta dal pubblico.

Proporrà di nuovo l’opera lirica in alcuni teatri della regione con vera gioia da parte dei tanti melomani umbri in fase di astinenza da quando il Teatro Lirico Sperimentale ha ridotto la propria presenza sui palcoscenici del territorio. A riempire questo vuoto, per fortuna, sono arrivati Marco Cetra, baritono e manager, presidente del nuovo organismo culturale e Paolo Galmacci, presidente del Coro Lirico che, dopo l’esordio della passata stagione con Il barbiere di Siviglia e Cavalleria Rusticana, hanno deciso non solo di consolidare il successo ottenuto ma anzi di rilanciare e passare da tre spettacoli ad otto. Ed anche di allargarli ad altre città umbre.

Ed ecco il programma 2026: il 27 febbraio all’Auditorium San Domenico andrà in scena Il Trovatore con una voce narrante, solisti ed orchestra; il 15 marzo al Teatro Comunale di Todi La Traviata, con l’allestimento scenico completo; il 16 marzo di nuovo a Foligno La Traviata in forma di concerto; il 18 marzo al Teatro Morlacchi andrà in scena La Traviata e il 18 aprile, sempre nel capoluogo, L’elisir d’amore; con il bel tempo il 13 giugno L’elisir d’amore con voce narrante, solisti e orchestra verrà proposto ai giardini del Frontone; l’opera di Donizetti sarà inoltre replicata al Comunale di Todi il 28 giugno e, per concludere, il 15 luglio un’altra bella novità perché “Silenzio parla la musica” spettacolo dedicato alla grande musica di Ennio Morricone andrà in scena nientemeno sul palco di Brufa, tra le sculture artistiche del suo Parco.

Siamo molto orgogliosi di questo programma e di questo traguardo raggiunto” ha precisato Marco Cetra nel corso della conferenza stampa a Palazzo Cesaroni, introdotta dall’addetta stampa Antonietta Castagnaro “perché siamo riusciti a realizzare un vero e proprio percorso musicale in giro per l’Umbria con la grande opera tornata protagonista come nel passato, e lo facciamo con due obiettivi ben precisi: tradizione e divulgazione. Tradizione perché perché noi produciamo opere secondo lo stile tradizionale italiano, divulgazione perché intendiamo allargare il pubblico dello spettacolo dal vivo, partendo proprio da Foligno dove l’opera la racconteremo per avvicinare il pubblico, soprattutto i giovani, al linguaggio del melodramma. Inviteremo anche le scolaresche alle prove degli spettacoli. Vogliamo fornire a chi non la conosce gli strumenti per comprenderla meglio. Inoltre stiamo lavorando per poter crescere e aumentare sempre più le sinergie con le realtà del posto”.

Paolo Galmacci ha tenuto a ricordare quando Perugia in Italia era una delle capitali delle opere, perché passavano quasi tutte dal Morlacchi: “Per esempio per l’inaugurazione del teatro è andata in scena la seconda rappresentazione dell’Aida nel 1874 e nel 1829 c’è stato il debutto del Mosè di Rossini nel 1829. Non c’era un capolavoro che non passasse per la città. E già allora esisteva a Perugia un coro lirico con la sua bandiera di cui si servivano gli impresari perché non potevano portarsi appresso ogni volta 60-70 persone”.

Oltre a mettere in scena gli spettacoli, è stato ribadito, bisogna trovare i finanziamenti, tenere i rapporti con le istituzioni in maniera che prendano in carico il progetto Grande Lirica “perché noi non abbiamo nessuna vanità, nessuna ambizione. Siamo aperti alla collaborazione di tutti quelli che si riconoscono nel progetto”.

Passato quindi il microfono alle istituzioni Fabrizio Croce, assessore comunale con delega allo spettacolo dal vivo, ha plaudito al lavoro che sta facendo l’Associazione per riportare la lirica in Umbria, per divulgarla in ambiti dove sinora non era arrivata e per allargare gli spettacoli ad altre città. “Nel mondo musicale contemporaneo, soprattutto all’estero - ha aggiunto - la lirica occupa un ruolo di rilievo, per noi italiani è importante perché è un patrimonio tutto nostro. Interessante anche il fatto che avete aperto le prove alle scuole e spero che facciate anche degli incontri pubblici, in prossimità degli spettacoli, in maniera tale da raccontare quale sia il contesto storico-sociale in cui si vanno ad inserire, perché anche se appartiene a secoli scorsi, si possono sempre ricondurre alla contemporaneità”.

Ed ha aggiunto propositivo: “Stiamo riorganizzando la comunicazione del Comune in materia di cultura e turismo e vorremmo sviluppare anche dei filoni tematici per cui all’interno del nostro Portale si potrebbe aprire una finestra dedicata alla lirica dove poter inserire qualsiasi tipo di evento.”

Sara Bistocchi, presidente dell’Assemblea Legislativa, si è lanciata ancora più avanti, legando addirittura l’opera al Giorno della Memoria: “La musica è larga, è vasta - ha detto -, la lirica affonda in un altro secolo ma è rimasta intatta, è sopravvissuta al passare del tempo e anche agli eventi storici a tutto merito di chi la canta, di chi la suona, di chi la dirige, di chi la mantiene viva, di chi se ne fa custode. Oggi è il 27 gennaio, Giorno della Memoria. C’è un rapporto stretto tra la musica e l’Olocausto. Con un valore positivo ma anche negativo. Perché nei campi di concentramento la musica è stata fonte di sopravvivenza, di resistenza, di dignità. È stata composta nei ghetti, negli accampamenti dei partigiani, tra i rifugiati ma è stata anche strumento di tortura e di sopraffazione, di dominio. Basta ricordare che si suonavano le marcette per accompagnare le persone a morire nei forni crematori”

Il Coro Lirico attualmente è impegnato anche nella formazione di “artisti di coro”, cantanti-attori di qualità, collaborando con il Liceo Musicale Mariotti e con il Conservatorio Morlacchi. Fondato 40 anni fa, ha a lungo affiancato il Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto, una collaborazione sinergica che invece attualmente stenta a ripartire nonostante gli interessi finali siano gli stessi. Forse dovrebbe intervenire l’assessorato regionale ma, viene sottolineato, si è in presenza di una diversa mission: la Grande Lirica orientata al rispetto della tradizione e lo Sperimentale alla promozione di nuove voci. Chissà, forse un giorno…

Passando ai dati tecnici l’orchestra impegnata nella Stagione 2026 sarà sempre la stessa, quella del Teatro Goldoni di Livorno che è già dallo scorso anno in partnership con la Grande Lirica, il Coro sarà quello umbro, i solisti verranno selezionati dal Teatro Goldoni mentre i comprimari invece saranno umbri. L’Associazione Amici della Lirica sarà come sempre a fianco promuovendo il cartellone. I posti più costosi si aggireranno intorno ai 50 euro ma per alcuni spettacoli ci saranno anche ingressi molto più popolari a 10 euro.

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