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Attualità

Foligno, nuova chiusura in centro storico: anche Bimbi e Cioccolato saluta la clientela

Giù la saracinesca per il negozio di abbigliamento per bambini di via Chiavellati. La titolare: “Situazione insostenibile. Non si vive di sola movida”

01 Febbraio 2026, 13:55

Foligno, in centro storico chiude anche Bimbi e Cioccolato

La vetrina del negozio Bimbi e Cioccolato

A Foligno prosegue lo stillicidio di saracinesche abbassate in centro con un’altra attività, la sesta da qualche mesi a questa parte, che ha annunciato la chiusura. Stavolta a spegnere le proprie vetrine, in maniera definitiva e irreversibile, è Bimbi e Cioccolato, il negozio di abbigliamento per l’infanzia, sito in via Chiavellati, che ha avviato una svendita straordinaria fino a completo esaurimento della merce.

A spiegare le ragioni della scelta di interrompere, a pochi mesi dalla celebrazione del decennale (era il 3 settembre 2016 quando il negozio ha aperto i battenti), è Lorjana Gambeta che, con malcelata amarezza, molla le redini dell’azienda: “Durante la settimana, in centro, non si vede anima viva e continuare a rimanere aperti avrebbe significato non solo una perdita economica ma anche una perdita di chances di sviluppo personale e professionale”. “Ho resistito fin quando è stato possibile ma ora la situazione è diventata insostenibile”, dichiara lapidaria.

La titolare Lorjana Gambeta

Una resa che conferma la sofferenza del centro storico collegata ad una più generale trasformazione dell’identità urbana: “Pur riconoscendo che gli eventi, soprattutto estivi, possono generare flussi economici importanti, non si può dimenticare però che la città non vive di sola movida”. Un riferimento, il suo, al progressivo sbilanciamento dell’offerta commerciale verso il cosiddetto ‘food and beverage’.

A minacciare la sopravvivenza dei negozi di prossimità anche la concorrenza dell’e-commerce e l’esplosione, soprattutto nel settore della moda, del fast fashion: “Ormai sono cambiate le abitudini di consumo. La gente spende sempre meno, orientata com’è alla quantità in luogo della qualità del prodotto”. Lei, alla logica dello spendere meno ma spendere meglio, ci ha sempre creduto, puntando su brand affermati e made in Italy: “Ritengo importante sostenere le piccole e grandi aziende che investono in eco-sostenibilità e artigianalità, requisiti essenziali, a mio parere, nel settore dell’abbigliamento 0/16 anni”.

A confermare quanto dice i cartellini dei capi di abbigliamento (da cerimonia ma non solo) che occhieggiano dagli stender appendiabiti. Da Imperial, Dixie Kids e Please fino a Cuculab, Amaja e GayaLab è tutto un trionfo di marchi che si concentrano sulla scelta di fibre naturali e biologiche.

Eppure non è bastato”, conclude Gambeta, folignate doc, che si augura una inversione di tendenza rispetto alla preoccupante avanzata di quella che gli esperti chiamano desertificazione commerciale, ovvero il progressivo declino, negli ex salotti buoni delle città, del numero delle attività al dettaglio.

Da via XX Settembre a Corso Cavour: le chiusure da settembre 2025

La sequenza ininterrotta di insegne che si spengono è cominciata, tanto per fare qualche nome, con lo storico negozio di biancheria per la casa ‘Innamorati’, chiuso a settembre dello scorso anno, per poi proseguire con l’addio al centro di Play Baby, il negozio di calzature per bambini a Corso Cavour, fino alle recenti chiusure di Tardioli, il negozio di abbigliamento in via XX Settembre e, sempre nella stessa via, dell’enoteca ‘Viniamo EnoLab’, che ha servito gli ultimi clienti il 31 dicembre, appena un mese fa. E’ di qualche settimana fa poi l’annuncio dell’addio al centro di ‘Io abito qui’, il negozio di calzature di Corso Cavour che quest’anno avrebbe festeggiato i quarant’anni di attività.

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