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L'approfondimento

Marco Caprai sull'accordo con Angelini Wines & Estates: "Ora guardiamo al mondo"

Catia Turrioni

23 Aprile 2026, 06:59

Marco Capra

Marco Caprai commenta l'accordo con Angelini Wines & Estates

“Montefalco oggi non perde identità: la porta nel mondo”. Così Marco Caprai parla dell’accordo con Angelini Holding, guidata dall’amministratore delegato Sergio Marullo di Condojanni. Un’operazione che segna un passaggio chiave: Angelini Wines & Estates acquisisce la maggioranza di Arnaldo Caprai, cantina simbolo dell’Umbria, con l’obiettivo di rafforzarne il posizionamento nel segmento premium-luxury.


“L’operazione nasce da una dinamica interna alla famiglia: non tutti volevano proseguire il percorso aziendale - spiega Caprai - Si è resa quindi necessaria una soluzione che permettesse a chi desiderava uscire di farlo in modo ordinato”.
All’interno del nuovo assetto, Marco Caprai rafforza il proprio ruolo: “Rimango presidente e amministratore delegato, aumentando anche la mia quota dal 25,5% al 35%”. L’accordo prevede l’ingresso di Angelini Wines & Estates con una quota di maggioranza: “Abbiamo scelto un partner industriale solido, con una visione di lungo periodo e capace di valorizzare l’identità dei marchi”. Il gruppo rappresenta una realtà strutturata del vino italiano, con circa 1.700 ettari complessivi (di cui 460 vitati) e una produzione annua di circa 4 milioni di bottiglie, comprendendo cantine di riferimento come Bertani, Val di Suga e Cantina Puiatti.
Uno dei pilastri dell’intesa è il rafforzamento sui mercati internazionali. “Grazie alla struttura commerciale del gruppo possiamo esprimere un potenziale sull’export che in passato non siamo riusciti a sviluppare pienamente”, afferma Caprai. Il piano include anche nuovi investimenti: “Parliamo di nuovi vigneti, di miglioramento dell’accoglienza in cantina e di interventi in ambito enologico”.
Non manca l’orgoglio territoriale: “Portare un gruppo di queste dimensioni a investire in Umbria è una straordinaria boccata di ossigeno e di fiducia, soprattutto in una fase complessa per il settore”.


Una visione che si inserisce nella storia dell’azienda, fondata nel 1971 da Arnaldo Caprai e portata al successo da Marco Caprai, protagonista del recupero del Sagrantino di Montefalco, vitigno salvato attraverso ricerca scientifica, innovazione e nuove tecniche di vinificazione. Un percorso che ha contribuito a trasformare Montefalco in una destinazione di riferimento per l’enoturismo internazionale, anche grazie a un approccio pionieristico alla sostenibilità integrata.
Caprai evidenzia anche il momento che vive il comparto: “Non parlerei di una vera crisi del vino - spiega - Piuttosto, siamo in una fase influenzata dall’inverno demografico, quindi con meno giovani consumatori, e dall’aumento dei costi, come quello del gasolio”. Guardando al futuro, emerge la necessità di rinnovamento: “Il vigneto umbro ha mediamente tra i 25 e i 35 anni. Serve una riflessione su nuove varietà e nuovi obiettivi di mercato”. Quanto al simbolo del territorio, Caprai non ha dubbi: “Il Sagrantino resta un evergreen, un grande classico. E per il 2025 ha mostrato una tenuta di mercato superiore alle aspettative”.
L’accordo è il risultato di un percorso articolato: “Abbiamo affrontato una due diligence durata cinque-sei mesi, necessaria per confrontarci con una realtà industriale di grandi dimensioni”, racconta Caprai.
Un passaggio che apre ora una nuova fase per l’azienda e per tutto il territorio di Montefalco: crescere sui mercati globali mantenendo intatta quell’identità che oggi, come sottolinea Caprai, non si perde, ma si rafforza aprendosi al mondo.

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