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IL PERSONAGGIO

Giovanna Botteri ospite a Splendida Cornice, stasera in tv giovedì 20 marzo: ecco la storia della giornalista Rai

Annalisa Ercolani

20 Marzo 2025, 20:45

Giovanna Botteri ospite a Splendida Cornice, stasera in tv giovedì 20 marzo: ecco la storia della giornalista Rai

Giovanna Botteri a Splendida Cornice

Giovanna Botteri, sarà ospite stasera in tv a Splendida Cornice su Rai 3, giovedì 20 marzo in prima serata. Figura di spicco nel panorama giornalistico italiano, nasce a Trieste il 14 giugno 1957, figlia di una madre montenegrina e di Guido Botteri, noto corrispondente Rai e direttore della sede Rai del Friuli Venezia-Giulia. È dal padre che eredita la passione per il giornalismo, alla quale si dedica dopo gli studi in Filosofia all'Università degli Studi di Trieste e un dottorato in Storia del cinema alla Sorbonne di Parigi. Inizia la sua carriera giornalistica nel 1983 collaborando con i quotidiani Il Piccolo e L'Alto Adige, prima di unirsi alla Rai a Trieste, lavorando inizialmente in radio, per poi passare alla televisione. Fondamentale per il suo percorso è la realizzazione di uno speciale con Margherita Hack nel 1986 per Rai 3, che la porta a collaborare con Michele Santoro nel programma Samarcanda, sempre su Rai 3, operando nella redazione esteri del TG3. Diventa ufficialmente giornalista il 25 gennaio 1990.

Negli anni Novanta, Botteri si trova al fronte di alcuni dei più rilevanti e drammatici eventi internazionali, tra cui il crollo dell'Unione Sovietica e le guerre seguite alla disintegrazione della Jugoslavia, coprendo, tra l'altro, il conflitto d'indipendenza in Croazia e la guerra in Bosnia fino all'assedio di Sarajevo. Successivamente, tra il 1996 e il 1999, si trova in paesi come Algeria, Sudafrica, Iran, Albania e Kosovo, documentando importanti momenti storici, compresa l'entrata dell'esercito italiano e statunitense in Kosovo. Torna in televisione nel 1999 con Circus e Sciuscià. Nel nuovo millennio, la Botteri continua a coprire storie di portata mondiale. Nel 2001, è testimone degli scontri di Genova durante il G8, che culminano con la tragica morte di Carlo Giuliani. Segue poi gli sviluppi politici in Afghanistan e Iraq, dove documenta in esclusiva l'arrivo dei carri armati statunitensi a Baghdad il 9 aprile 2003.

Tornata in Italia, conduce il TG3 delle 19 tra il 2004 e il 2007. Nel 2007, Botteri è nominata corrispondente Rai negli Stati Uniti, incarico che mantiene fino al 2019, prima di trasferirsi in Cina. Qui, segue da vicino lo scoppio della pandemia di Covid-19. Dopo il suo rientro in Italia, il 24 ottobre 2020, conduce con Emma D’Aquino la serata finale del Premio Luchetta su Rai 1. Non molto tempo dopo, copre le elezioni presidenziali statunitensi per Rai, incluso uno speciale sulla vittoria di Joe Biden. Nel 2021, è ospite di Amadeus e Fiorello al 71º Festival di Sanremo e a fine anno, intraprende il ruolo di corrispondente da Parigi e responsabile dell'ufficio francese della Rai.

Vita privata

Giovanna Botteri ha avuto una relazione con il giornalista inglese naturalizzato italiano di La7 e de Il Foglio Lanfranco Pace, dal quale prima di separarsi ha avuto anche una figlia, Sarah Ginevra Pace, laureata in Economia e oggi manager di un’azienda italiana. Lanfranco Edward Pace è nato a Fagnano il 1° gennaio del 1947 ed è venuto a mancare il 4 novembre 2023

La polemica sui social

La giornalista Giovanna Botteri ha suscitato un vespaio di polemiche dopo aver dichiarato che la pace tra Ucraina e Russia avrebbe potuto essere raggiunta due anni fa attraverso uno "scambio di territori". Tale affermazione, percepita da molti come una critica rivolta più a Zelensky che a Mosca, ha infiammato il dibattito sui social media. Durante un intervento a Tg3 Linea Notte, Botteri ha affermato: "Quando si arriverà a una pace, si chiederà a Zelensky perché quella pace è stata fatta dopo milioni di morti, tre anni di guerra e di distruzione, e non molto prima, visto che la pace presuppone uno scambio di territori che si poteva largamente fare, e a vantaggio dell'Ucraina, due anni fa, anche due anni e mezzo fa".

Le parole della giornalista hanno scatenato un'ondata di reazioni, in particolare da parte dei sostenitori della causa ucraina, che l'accusano di distogliere l'attenzione dalle responsabilità di Mosca, attribuendo invece a Zelensky la colpa del protrarsi del conflitto. Tra i commenti sui social, in molti hanno sottolineato come Botteri stia chiedendo "conto dei morti all'aggredito non all'aggressore" e che "dei morti ucraini dovremo chiedere conto a chi guida la resistenza del paese invaso e non a chi li ha ammazzati".

L'ex deputata del PD, Anna Paola Concia, ha ironizzato: "Giovanna Botteri chiederà conto a Zelensky mica a Putin. Mica a Putin!". La questione dello "scambio di territori" è stata anch'essa fortemente contestata, con molti che ricordano come la Russia non abbia mai avuto diritto ad appropriarsi di territori appartenenti a una nazione sovrana. È importante notare che i negoziati del 2022 non fallirono a causa della sola mancanza di volontà dell'Ucraina, ma perché Mosca si rifiutò di fornire "garanzie di sicurezza" necessarie a proteggere il Paese da future invasioni.

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