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Cronaca

Presa la banda dei Vampiri d'oro delle gioielleria: a Perugia avevano puntato svaligiato Biagini in centro

Il capo della banda vicino a uno storico rapinatore della banda della Magliana

Francesca Marruco

05 Maggio 2026, 22:52

Presa la banda dei Vampiri d'oro delle gioielleria: a Perugia avevano puntato svaligiato Biagini in centro

Il rapinatore con la pistola in pugno dentro la gioielleria Biagini

Nella gioielleria Biagini erano entrati, in due momenti distinti, fingendosi clienti. Due interessati a orologi di lusso e uno alle collane. E poi avevano estratto tre pistole, col silenziatore, e le avevano puntate contro i dipendenti a cui avevano intimato di aprire la cassaforte per prendere tutti i i preziosi possibili. Il bottino, tra orologi e gioielli, era stato di 120 mila euro. Adesso, nell’ambito di un’operazione della squadra mobile di Roma, sono stati arrestati tre dei quattro rapinatori (uno fece da palo) che quel 5 ottobre 2024 terrorizzarono dipendenti e titolare della storica gioielleria nel centro di Perugia. Determinante, per la loro individuazione, fu un tassista che si accorse di quei due uomini saliti di corsa su una Fiat 500 scusa parcheggiata nelle vicinanze con un borsone giallo, che tenevano in due.

Gli arrestati - uno dei quali già indagato per omicidio - sono finiti in manette insieme a tutta la loro banda con cui, prima e dopo il colpo di Perugia, avevano messo a segno rapine che avevano fruttato anche 900 mila euro. Negli ambienti criminali e tra i gioiellieri che, sprofondavano nel panico al solo pensiero di trovarseli davanti, erano conosciuti come quelli della banda dei Vampiri d'Oro. Il passaparola tra gli addetti ai lavori del pericolo che incombeva sulle loro attività li teneva costantemente in allarme. Criminali attempati e d'esperienza, abili nelle rapine e nel camuffamento, legati a vecchi esponenti della banda della Magliana, da cui avevano appreso il mestiere. Il colpo più eclatante è quello avvenuto ai Parioli, dove furono rapinati 70 orologi di lusso del valore di un milione di euro.

Decisiva, per ricostruire la dinamica delle rapine, l’analisi delle immagini di videosorveglianza. in uno dei casi, un membro della banda si era finto cliente prima di estrarre una pistola e minacciare un dipendente. Da quel dettaglio gli investigatori sono risaliti a un 62enne romano, già noto per precedenti simili e ritenuto vicino a Manlio Vitale, detto “er Gnappa”, storico rapinatore legato all’ambiente della banda della Magliana. Le indagini hanno fatto emergere una struttura criminale ben organizzata, con ruoli precisi e una gestione quasi militare delle operazioni, capace di agire con metodo e rapidità mantenendo un basso profilo per anni.

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