L'evento
Andrea Castellani ideatore di Only Wine
Only Wine - il salone dedicato ai giovani produttori e alle piccole cantine, in scena da domani a lunedì a Città di Castello - si conferma tra le manifestazioni enologiche in più rapida crescita in Italia, ritagliandosi uno spazio sempre più autorevole grazie a identità, qualità e nuove generazioni.
Un evento che, anno dopo anno, consolida il proprio ruolo strategico non solo per il settore vitivinicolo, ma anche per il territorio che lo ospita, trasformando Città di Castello in un ideatore e project manager della manifestazione: “Parliamo di circa 160 cantine che pernottano qui per tre giorni e di almeno 5.000 visitatori, tra appassionati, operatori e buyer”, spiega Andrea Castellani, ideatore e project manager della manifestazione. Un flusso importante che genera un impatto economico rilevante: “L’indotto stimato non è inferiore ai 2 milioni di euro - evidenzia Castellani - considerando ospitalità, ristorazione, allestimenti e biglietti”.
Un beneficio che travalica i confini locali, coinvolgendo anche territori limitrofi della Toscana, come Sansepolcro, a causa della saturazione delle strutture ricettive tifernati. Castellani definisce Only Wine “un gioiellino” che si colloca tra le manifestazioni medio-piccole più importanti d’Italia. Un risultato costruito attraverso una formula precisa: “La crescita è legata a un’identità molto specifica - spiega - e a una selezione autorevole, affidata anche a giornalisti e non soltanto all’associazione organizzatrice”.
La partecipazione, infatti, non è automatica. “Non è una scelta libera della cantina: ci si può autocandidare, ma bisogna inviare i campioni e molte aziende vengono scartate”. I criteri di selezione sono rigorosi: cantine con meno di 10 ettari, produttori under 40 o aziende con meno di dieci anni di vita, oltre a parametri fondamentali come la qualità del vino e il legame con il territorio. Piemonte e Toscana restano le regioni più rappresentate, “per una questione di numeri e qualità”, osserva Castellani, sottolineando come le piccole realtà apprezzino l’evento anche perché “economicamente più leggero rispetto ad altri”.
Il tratto distintivo di Only Wine è però la sua vocazione a scoprire nuovi talenti. “E’ una sorta di settore giovanile dei produttori di vino”, afferma Castellani, evidenziando come ogni anno tra le 15 e le 20 cantine partecipino per la prima volta a una fiera. Un vero trampolino di lancio: diverse aziende, dopo l’esperienza a Città di Castello, hanno ottenuto riconoscimenti di grande prestigio.
Anche sul piano commerciale l’evento si distingue per unicità. “Proponiamo vini che spesso hanno una produzione talmente limitata da non trovarsi né nella grande distribuzione né nelle enoteche fuori dal territorio d’origine”, spiega Castellani. Il risultato è un’offerta esclusiva: “Sono prodotti unici che si possono acquistare solo a Only Wine”.
Lo sguardo è già rivolto al futuro. “Vogliamo ampliare la presenza dei giovani viticoltori europei e trasformare Only Wine nel salone europeo dei giovani produttori”, anticipa Castellani, delineando un percorso di crescita orientato all’internazionalizzazione.
Eppure, al centro resta il legame con il territorio. “I produttori ci chiedono di tornare, perché qui trovano accoglienza e si sentono bene. Un aspetto che - conclude Castellani - ci rende orgogliosi della nostra città e dei nostri cittadini e rappresenta una delle chiavi più autentiche del successo della manifestazione”.
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