Cronaca
Al centro Fabrizio Fierloni insieme ai gemelli Giacomo e Francesco
“Ho trovato io i loro corpi, è una tragedia infinita, adesso che non ci sono più è finito tutto”. La voce di Fabrizio Fierloni, lo zio dei gemelli morti folgorati, è strozzata dalle lacrime e dal dolore. “Non rimane niente” continua a ripetere senza darsi pace.
- Perché l’altra sera siete usciti a cercarli?
Sono andato io a cercarli perché mio figlio mi ha detto “papà vai che Giacomo e Franci non rispondono al telefono”. E’ strano, loro rispondono sempre al primo squillo, è successo qualcosa. Io ero a cena fuori con mia moglie e quando mio figlio, che con loro aveva un rapporto molto stretto, mi ha detto così ho preso la macchina e sono andato a cercarli.
- Ma voi sapevate dov’erano diretti quando sono usciti di casa?
A mio fratello (il padre, ndr) uscendo di casa avevano detto che stavano andando a pesca e avrebbero tardato. Gli hanno detto di non aspettarli per la cena e lui infatti inizialmente non era in pensiero. Ma mio figlio aveva paura che fosse successo qualcosa e così sono andato.
- Ma lei come sapeva dove andare? Perché li ha cercati proprio lì?
Perché la fidanzata di uno dei due aveva la condivisione della posizione. Queste zone le conosco come le mie tasche. E infatti quando ho visto la loro macchina parcheggiata ho iniziato a chiamarli, a urlare i loro nomi ma niente. Poco dopo li ho trovati e non ci volevo credere, non è possibile una tragedia di questo tipo.
- Ha chiamato subito i soccorsi...
Sì, ho chiamato tutti, mio fratello, l’ambulanza. Sono venuti con l’elicottero, hanno provato in ogni modo a rianimarli, gli hanno fatto di tutto, di tutto, ma non c’era niente da fare. Ci hanno detto che non sarebbe stato possibile fare niente nemmeno se fossero intervenuti subito, è una morte terribile, non doveva succedere.
- Voi avete idea di cosa sia realmente successo?
Loro avevano questi piccioni da richiamo. Li stavano allenando, e sono usciti con questa specie di canna da pesca, un tubo di metallo e probabilmente, anche se non hanno proprio toccato il cavo, sono rimasti folgorati. Oggi (ieri, ndr) ho letto che erano cacciatori di frodo, ma è una bugia, non è assolutamente così, erano dei ragazzi d’oro.
- Lavoravano nella ditta di famiglia con lei e il loro papà?
Sì, con me e mio fratello, il loro papà. Erano due giovani con la testa sulle spalle, lavoravano nell’azienda di famiglia, eravamo sempre tutti insieme al lavoro e solo loro potevano portarla avanti. Adesso niente sarà mai più come prima. Il futuro è finito l’altra sera insieme a loro due.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy