Cronaca
Si era spacciato per un 16enne e, dopo aver carpito la sua fiducia, via Snapchat, l’aveva costretta a inviargli più foto intime. La sconvolgente storia, che vede come vittima una bambina di otto anni all’epoca dei fatti, è approdata nei giorni scorsi in tribunale a Perugia dove, un uomo di 37 anni - originario di Napoli residente in Veneto - è alla sbarra per pornografia minorile. Secondo le accuse infatti - per cui è competente la Dda di Perugia - l’imputato - come anticipato da Umbria24 - avrebbe costretto quattro tra bambine e ragazzine di 8, 11, 13 e 14 anni a inviargli foto e video di parti intime dopo averle adescate su Snapchat.
Una delle vittime, la più piccola, di appena 8 anni, vive in Umbria, mentre le altre minorenni risultano residenti in diverse città d’Italia. Secondo quanto denunciato lo scorso anno dalla madre della bambina, la figlia le avrebbe raccontato di essere stata costretta a inviare più volte foto intime a un ragazzo che si era per l’appunto presentato come un 16enne e che poi l’aveva minacciata di “rintracciarla tramite un presunto amico poliziotto”. La minore aveva dunque acconsentito e poi, in lacrime, aveva confessato tutto alla mamma. Stando alle contestazioni l’uomo si sarebbe inoltre, con tecniche simili, fatto inviare video e foto anche dalle altre ragazzine.
La più piccola, all’epoca dei fatti bambina di appena otto anni, era rimasta profondamente turbata dall’accaduto, tanto che, come si legge nella costituzione di parte civile che nel suo interesse ha depositato l’avvocato Luisa Manini, “ha manifestato un profondo malessere, incubi notturni, paura e cambiamento radicale del proprio atteggiamento arrivando a pronunciare la frase ‘voglio morire’. Tale stato di sofferenza ha reso necessario l’avvio di un percorso di psicoterapia al fine di aiutare la minore a elaborare il trauma subito e a prevenire conseguenze permanenti sul suo sviluppo psico-fisico”. Il legale sottolinea inoltre che “la spensieratezza tipica dell’età infantile è stata bruscamente interrotta e sostituita da uno stato di paura e diffidenza”. Nel corso dell’udienza che si è tenuta al tribunale di Perugia nei giorni scorsi, l’avvocato dell’imputato ha chiesto il trasferimento del processo in Veneto, dove il 37enne è residente.
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