Il caso
Anche in Umbria in alcune stazioni di servizio gasolio terminato
Sono oltre 290 mila le auto a gasolio circolanti in Umbria, secondo gli ultimi dati Aci disponibili. Più o meno lo stesso numero di famiglie si trova oggi a fare i conti con rincari impressionanti alla pompa. A questi numeri si aggiungono i 66.098 veicoli industriali leggeri e 11.419 mezzi pesanti, con la stessa alimentazione.
Ieri, martedì 7 aprile, secondo l’osservatorio del ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del gasolio si attestava a 2,119 euro al litro in modalità self; la benzina a 1,772, il gpl a 0,782 e il metano a 1,578. Il gasolio ha toccato punte di 2,299 euro in self, arrivando addirittura a 2,549 euro in modalità servito. Come non bastasse, anche nella giornata di ieri, così come a Pasquetta, in alcune stazioni di servizio si registrava il tutto esaurito. “Il caro gasolio sta producendo effetti pesanti sull’intero sistema economico e sociale italiano, con ricadute particolarmente evidenti in Umbria - sottolinea Maurizio Zara, presidente di Legambiente Umbria - L’impatto è devastante, soprattutto in una regione dove la dipendenza dall’auto è molto elevata. Su circa 600 mila veicoli circolanti, ben 290 mila sono alimentati a gasolio, superando le auto a benzina ferme a quota 234 mila”.
Una dipendenza che si traduce in costi significativi per le famiglie. “Mantenere un’auto costa mediamente 4.000 euro l’anno, tra carburante, manutenzione e ammortamento, ma con l’aumento dei prezzi la spesa cresce rapidamente, incidendo in modo devastante sulle fasce a basso reddito”. Tra le soluzioni proposte da Legambiente emergono lo smart working, il carpooling e incentivi alla mobilità sostenibile, sul modello Puglia. Fondamentale anche analizzare i flussi quotidiani per potenziare alternative realmente efficaci.
A pesare è inoltre il trasporto merci su gomma: “L’aumento del gasolio genera rincari a cascata”. Per Zara è necessario “un cambio radicale di approccio”, perché continuare a puntare solo sull’auto non è più sostenibile.
Di smart working parla anche il segretario generale della Fp Cgil di Terni, Andrea Pitoni: “Chiediamo di mettere in atto quanto necessario per promuovere in tutte le amministrazioni pubbliche un maggiore ricorso al lavoro da remoto, incrementando il numero di giornate in cui utilizzare questa modalità, al fine di ridurre l’impatto dell’aumento dei carburanti. Riteniamo inoltre necessario adottare ulteriori provvedimenti per evitare che questa crisi energetica comporti un impoverimento delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, con una perdita del potere d’acquisto delle retribuzioni”. A soffrire sono anche le imprese, in particolare quelle dell’autotrasporto. Per fare il punto sulla situazione, valutare le misure compensative del governo e conoscere gli strumenti a tutela del comparto, Cna Umbria ha organizzato un incontro sabato alle 9.30 alla Posta dei Donini, a San Martino in Campo (Perugia).
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