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Scuola, ipotesi Dad per studenti e alunni a causa della crisi e della guerra. Valditara smentisce: "Non è contemplata"

All'estero c'è chi ha già adottato misure di emergenza: dal lavoro da remoto a risorse pubbliche per contenere i prezzi energetici

Andrea Pescari

07 Aprile 2026, 11:07

Scuola, ipotesi Dad per studenti e alunni a causa della crisi e della guerra

In Italia torna ad aleggiare lo spettro della Dad. La Didattica a distanza si è imposta nelle scuole, a livello internazionale, nel periodo della pandemia di Covid-19. Con il passare degli anni si è trasformata in un lontano ricordo ma la crisi energetica dovuta alle tensioni e ai conflitti internazionali potrebbero portare a un clamoroso ritorno nel mese di maggio. Il primo ad aver scomodato il termine Dad nel 2026 è stato Marcello Pacifico, Presidente Nazionale Anief (Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori): "Possibile dal 1° maggio Dad per ultimo mese di scuola con lavoratori pubblici in smart, se si dovranno razionalizzare i consumi per la guerra", ha scritto in un post condiviso nel proprio profilo Facebook.

Al momento è solo un avvertimento e nulla di più. L'ipotesi del ritorno della didattica a distanza rimane una possibilità remota, che il Governo e il Parlamento potrebbero valutare solo in un caso di grave peggioramento dello scenario conflittuale in Medio Oriente. All'estero già sono state adottate decisioni in questo senso. Le evidenze che emergono dai principali mercati internazionali mostrano con chiarezza che la crisi energetica legata alle tensioni sullo Stretto di Hormuz e sul sistema Suez-Mar Rosso sta evolvendo rapidamente da shock di prezzo a fenomeno strutturale, con impatti diretti su logistica, produzione e continuità degli scambi globali. In Serbia si interviene per proteggere il mercato interno limitando i flussi energetici in uscita; in Malesia vengono introdotte forme di lavoro da remoto per ridurre i consumi; in Vietnam si raccomanda lo smart working per contenere la domanda di carburante; in Australia si attivano misure fiscali e finanziarie per sostenere imprese e filiere; in Giappone si mobilitano risorse pubbliche per contenere i prezzi energetici. Non si tratta di iniziative isolate.

Il dato emerso dal Forum Italiano dell’Export è netto: i governi stanno passando dalla gestione dei prezzi alla gestione della domanda, delle scorte e delle priorità energetiche. Questo passaggio segna il punto di svolta tra una crisi economica e una crisi sistemica. A rafforzare questa lettura intervengono anche le recenti considerazioni del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, che ha evidenziato come, pur in presenza di fondamentali più solidi, gli effetti della crisi energetica non saranno rapidamente riassorbiti e richiederanno un periodo prolungato per un ritorno a condizioni di equilibrio. Lorenzo Zurino, Presidente del Forum Italiano dell’Export, dichiara: "Chi opera sui mercati internazionali ha già chiaro quello che sta accadendo. Il mondo non sta più reagendo soltanto all’aumento dei prezzi: sta cambiando paradigma. Riduce i consumi, introduce o raccomanda lo smart working, protegge le scorte, interviene sull'export di carburanti e difende le filiere strategiche. Questo è esattamente ciò che il Forum Italiano dell’Export sta evidenziando da settimane."

La smentita di Valditara

"La Dad non è contemplata in alcun modo". Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito, ha smentito all'Adnkronos la notizia sul ritorno alla didattica a distanza in seguito alla crisi energetica legata alle conseguenze della guerra in Iran.

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