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Cronaca

Accoltellò 39enne in strada a Foligno, contestato il tentato omicidio all'ex dirigente del Comune

Chiuse le indagini preliminari nei confronti di Castellani. Per l’accusa, i colpi sferrati allo stomaco volevano portare alla morte

Gabriele Burini

10 Marzo 2026, 00:30

Procura di Spoleto

La Procura di Spoleto

Tentato omicidio aggravato da futili motivi. E’ questa l’accusa che la Procura di Spoleto, con la chiusura delle indagini preliminari, contesta a Francesco Maria Castellani, l’ex dirigente dell’area Lavori pubblici del Comune di Foligno che, lo scorso 9 dicembre, aveva accoltellato all’addome un 39enne folignate al culmine di una lite avvenuta in via Garibaldi.
Castellani, secondo l’accusa, “poneva in essere atti idonei e univocamente diretti a cagionare la morte” del 39enne con una serie di coltellate allo stomaco. Colpi che hanno provocato “una ferita da taglio in sede paraombelicale sinistra, di circa 4 centimetri di lunghezza con fuoriuscita dei visceri”. L’uomo era stato trasportato d’urgenza in pronto soccorso dove era stato operato d’urgenza e dimesso con 10 giorni di prognosi.

Al tentato omicidio, inoltre, si aggiunge l’aggravante dei futili motivi, perché l’aggressione è nata da una “banale discussione” originata dal fatto che l’indagato “non teneva al guinzaglio uno dei suoi cani”. Per Castellani, l’accusa è anche quella di porto d’armi atti ad offendere, visto che l’arma utilizzata - un coltello - era lungo 20 centimetri, di cui 9 di lama pieghevole.
“Accogliamo con grande soddisfazione la chiusura delle indagini preliminari - spiega l’avvocato della vittima, Alessio Fiacco - La scelta della Procura di contestare il reato di tentato omicidio conferma in pieno quanto abbiamo sempre sostenuto: non si è trattato di una banale lite o di un eccesso d'ira, ma di un'aggressione brutale e mirata, in cui il mio assistito ha seriamente rischiato di perdere la vita. Il colpo inferto aveva una chiara finalità letale. Ora attendiamo fiduciosi il rinvio a giudizio, pronti a costituirci parte civile per chiedere giustizia e un risarcimento adeguato per i gravi danni fisici e psicologici subiti”. Nelle scorse settimane, il gip del Tribunale di Spoleto Maria Silvia Festa aveva rigettato la richiesta, presentata dalla difesa, di revocare o sostituire gli arresti domiciliari applicati all’ex dirigente dato il “serio e concreto pericolo di recidiva”, oltre al fatto che la vittima “non risulta aver aggredito o minacciato personalmente” l’ex dirigente “il giorno dei fatti, e neppure in occasione di precedenti incontri”. Sulla istanza della difesa avevano espresso parere contrario anche il pubblico ministero del Tribunale di Spoleto, il sostituto procuratore Vincenzo Ferrigno che è titolare del fascicolo.

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