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Il sindaco di Montefalco fa il punto dopo il crollo delle mura a Borgo Garibaldi: "Nessuna abitazione è a rischio"

Il primo cittadino Alfredo Gentili: "A cedere sono state quelle ottocentesche, le medievali resistono"

07 Marzo 2026, 08:34

Il sindaco di Montefalco fa il punto dopo il crollo delle mura a Borgo Garibaldi: "Nessuna abitazione è a rischio"

Il giorno dopo il gigante sfregiato fa ancora più impressione. Alla luce chiara del mattino lo squarcio nelle mura appare più grande, quasi dilatato dalla notte. Quel cumulo di grosse pietre antiche, mattoni e terra sembra pesare di più, come se la ferita aperta nel tratto di Borgo Garibaldi fosse cresciuta mentre la città dormiva.

Chi passa rallenta il passo. Qualcuno si ferma in silenzio, altri tirano fuori il telefono per scattare una foto, altri ancora commentano a bassa voce. È un pellegrinaggio spontaneo davanti a quel vuoto improvviso che ha spezzato la continuità della cerchia muraria, un gigante di pietra che per secoli aveva sfidato terremoti, piogge e tempeste d’acqua e che fino a giovedì notte sembrava invincibile.

Offeso ma ancora in piedi resta lo striscione che pubblicizza la mostra fotografica di Steve McCurry nella chiesa museo di San Francesco, richiamo per visitatori da tutta Italia. Un’immagine quasi simbolica: la bellezza dell’arte e della città che resiste mentre, pochi metri più in là, la storia mostra la sua ferita.

Da vicino il crollo si sente nello stomaco prima ancora che negli occhi. Sull’asfalto, dove fino a due giorni fa c’erano gli stalli di sosta, giace un ammasso disordinato di pietre. Quelle rimaste ai margini appaiono sfrangiate, fragili, come sospese in un equilibrio precario. Guardandole si ha la sensazione che basti poco, pochissimo, perché cedano anche loro.

Strada chiusa

Fortunatamente nessuna abitazione risulta a rischio. Resta però chiusa al traffico veicolare e pedonale via IV Novembre, dove gli operai sono al lavoro per mettere in sicurezza la strada sopra l’area del cedimento. Chi deve raggiungere il centro attraversa Porta Sant’Agostino e prosegue anche con l’auto lungo corso Mameli.

Il pensiero corre inevitabilmente a ciò che sarebbe potuto accadere se quel tratto di mura fosse collassato appena un’ora più tardi. Alle sette del mattino, quando Borgo Garibaldi si anima: le auto che cercano un parcheggio veloce, chi entra nel bar di fronte, chi si ferma al panificio per comprare una pizza o una merenda ai figli prima di accompagnarli a scuola.

L’appello

Adesso commercianti e artigiani chiedono di fare presto. L’immagine del crollo non deve trasformarsi in allarmismo. I danni, infatti, sono limitati al tratto delle mura urbiche che domina Largo Bruno Buozzi: musei e mostra McCurry sono regolarmente aperti e operativi.

“Di fronte a eventi come questo – sottolinea il vicesindaco e assessore alla cultura Daniele Morici – servono senso di responsabilità e unità di intenti. La ferita è visibile, ma la città è viva, sicura e determinata a restituire quanto prima integrità a uno dei suoi simboli più identitari”.

Il sindaco

Il sindaco Alfredo Gentili lo troviamo al lavoro molto presto nel suo ufficio in municipio. È una di quelle mattine in cui il telefono non smette di squillare e le pratiche si accumulano sulla scrivania. Gentili mantiene il tono pacato che lo contraddistingue, ma si percepisce la pressione di una vicenda che ha colpito uno dei simboli più riconoscibili della città.

L’ufficio tecnico – spiega – si è già attivato per la messa in sicurezza dell’area e stiamo lavorando per arrivare quanto prima alla gara pubblica che dovrà affidare i lavori di ripristino e consolidamento delle mura. Ma dobbiamo fare i conti con procedure amministrative complesse e con tempi burocratici che non sempre permettono la rapidità che la città vorrebbe”.

Il primo cittadino sottolinea anche un altro nodo. “Le risorse umane dell’ufficio tecnico sono limitate e questo inevitabilmente rallenta il percorso. Per questo stiamo valutando di individuare una figura che possa seguire in modo dedicato l’iter della pratica, cercando di accelerare quanto più possibile ogni passaggio”.

Sulle cause del crollo il sindaco invita alla prudenza. “Sono ancora in fase di accertamento, ma dalle verifiche compiute dai tecnici della Protezione Civile appare probabile che il cedimento sia legato a infiltrazioni d’acqua sotterranee, aggravate dalle precipitazioni sempre più intense degli ultimi anni, che stanno mettendo a dura prova il patrimonio storico e ambientale”.

Il cunicolo

Dal sopralluogo è emerso anche un dettaglio importante. “Le mura medievali – prosegue Gentili – hanno resistito benissimo. A collassare sono state invece quelle ottocentesche, costruite in sostituzione della scarpata originaria quando fu ampliata la carreggiata per rendere il percorso più agevole”. Intanto è già stata incaricata una ditta specializzata per il monitoraggio dell’intera cinta muraria. “Per il momento – assicura il sindaco – non risultano altre criticità”.

Il vicesindaco Morici aggiunge un ulteriore elemento: “Il cedimento ha riportato alla luce un cunicolo sotterraneo che sarà oggetto di approfondimenti tecnici durante i lavori di ripristino. Potrà aiutarci a comprendere meglio anche le cause strutturali dell’accaduto”.

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