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Cronaca

Omicidio Cumani, i medici legali: “Coltello compatibile con la ferita. Colpo inferto con notevole forza"

E’ stata depositata la relazione autoptica: “La morte è sopraggiunta dopo pochi minuti”

Francesca Marruco

17 Febbraio 2026, 07:30

Omicidio Cumani, i medici legali: “Coltello compatibile con la ferita. Colpo inferto con notevole forza"

La vittima, Hekuran Cumani

Il coltello sequestrato nel fiume Tevere, a pochi metri dal cellulare di Yassin Amri - in cella con l’accusa di omicidio volontario aggravato - è compatibile con la ferita mortale sul corpo di Hekuran Cumani. Il particolare emerge dalla relazione autoptica depositata agli atti nelle ultime ore dai tre medici legali incaricati. Il professor Massimo Lancia, la dottoressa Anna Maria Verdelli e la dottoressa Paola Melai, sottolineano nella relazione che la coltellata mortale, quell’unica ferita che ha determinato il decesso di Hekuran, “è un colpo inferto con notevole forza viva”.


La pm Gemma Miliani aveva nello specifico chiesto agli esperti, di ricostruire, per quanto possibile, la dinamica dell’aggressione mortale. “Sulla base degli elementi biologici a disposizione - scrivono nella relazione - non possono fornirsi ulteriori elementi di certezza riguardo alla dinamica dell’aggressione mortale, in particolare alle reciproche posizioni della vittima e dell’aggressore, potendosi al proposito soltanto far presente che il colpo ha attinto una regione corporea interessata da organi vitali e che la direzione del tramite intracorporeo (da davanti all’indietro) è indicativa di un colpo inferto con notevole forza viva con l’aggressore posto davanti a Cumani Hekuran, a una distanza ravvicinata”. La ferita inoltre, secondo quanto sostengono i medici legali, è stata talmente grave che ha causato il “decesso in pochi minuti”. Sempre secondo quanto emerso dall’analisi della salma, la giovane vittima non ha nemmeno “lesioni certamente riferibili ad azioni di difesa”.

Tornando alla possibile arma del delitto, i medici legali scrivono: “Sul piano naturalistico le ferite si mostrano genericamente compatibili anche con il coltello giudiziale in sequestro, potendosi ritenere in particolare che le dimensioni della lama non siano incompatibili con la morfologia delle lesioni e con la lunghezza del tramite. Tuttavia - precisano - non può escludersi in senso assoluto la sua riferibilità in astratto ad altro strumento feritore di simili caratteristiche”. A questo punto, dopo il deposito della relazione autoptica, il fascicolo potrebbe avviarsi verso la fase che precede la richiesta di rinvio a giudizio, sempre che la procura non valuti un giudizio immediato. Intanto il 27 marzo in corte di cassazione verrà discusso il ricorso depositato dall’avvocato Vincenzo Bochicchio nell’interesse del 19enne in cella con l’accusa di omicidio volontario.

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