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PERUGIA

"L'ho stuprata perché ubriaco non volevo, chiedo scusa". Oggi il processo abbreviato per il 46enne afghano

Lettera di scuse dell'uomo che nella notte tra il 13 e il 14 luglio dello scorso anno violentò una studentessa originaria della Mongolia

Francesca Marruco

20 Gennaio 2026, 08:35

carcere

“Chiedo perdono, non mi sono reso conto di quello che ho fatto, non avevo il controllo di me stesso perché ero completamente ubriaco”.

Suona più o meno così la lettera di scuse del 46enne afghano che nella notte tra il 13 e il 14 luglio dell’anno scorso sequestrò e violentò una studentessa originaria della Mongolia che si trovava a Perugia per studiare.

In particolare, l’uomo - assistito dall’avvocato Francesco Mattiangeli - stamani comparirà in tribunale per la fissazione del processo abbreviato a suo carico.

Una scelta questa che gli permetterà di usufruire dello sconto di un terzo della pena in caso di condanna.

Quasi scontato come esito, considerando la doppia confessione - ora nella lettera e in estate durante l’interrogatorio - e le innumerevoli prove a suo carico che la Mobile aveva raccolto nell’inchiesta coordinata dal sostituto procuratore Mario Formisano.

Ma prima di chiunque altro, a inchiodarlo al gesto brutale che aveva commesso, e ha continuato a commettere purtroppo per ore, era stata la sua stessa vittima che lo aveva ripreso con il telefonino mentre lei lo implorava di smettere e lui continuava a violentarla.

Oggi per lui - che si trova in carcere a Terni da fine luglio - una condanna praticamente scontata.

L’imputato aveva attirato con la scusa di una proposta di lavoro la ragazza in un locale in disuso in via Pinturicchio. Una volta all’interno aveva chiuso la porta e l’aveva trascinata in un’altra stanza e sbattuta violentemente a terra, per poi abusare per ore di lei.

La vittima era riuscita a scappare quando il suo aguzzino si era addormentato.

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