Il caso
Ilaria Sula, la studentessa uccisa dall'ex fidanzato
Due anni di reclusione, pena sospesa. Questa l'entità del patteggiamento per Nors Manlapaz, la madre di Mark Samson - omicida, reo confesso, di Ilaria Sula - avallato venerdì 28 novembre dal gip di Roma, Paola Petti. L'udienza si è tenuta alla presenza del legale difensore della donna, l'avvocato Paolo Foti che aveva concordato la pena con il pm Maria Perna, ed anche dei genitori di Ilaria, papà Flamur e mamma Gezime, assistiti dall'avvocato Giuseppe Sforza. "E loro - afferma quest'ultimo - non si capacitano, e li capisco, come sia possibile chiudere una vicenda così grave in cinque minuti, patteggiando. Gli ho spiegato che questa è la legge ma è difficile, per loro certamente impossibile, da accettare".
Nors Manlapaz era accusata di concorso in occultamento di cadavere per aver fattivamente aiutato il figlio a ripulire la stanza del drammatico delitto, avvenuto nell'abitazione della famiglia Samson in via Homs 8, a Roma, e quindi a nascondere il corpo della studentessa ternana, trovato qualche giorno dopo in un'area collinare alle porte di Roma.
Nel corso dell'udienza, i familiari di Ilaria si sono costituiti parte civile e nei loro confronti è stato disposta la liquidazione delle spese, con l'entità del risarcimento che dovrà essere stabilito in sede civile.
Il processo che vede imputato Mark Samson per omicidio volontario aggravato vedrà invece la prossima udienza il 9 dicembre: in quella sede la Corte d'assise di Roma deciderà sulle richieste di costituzione di parte civile e si potrà procedere anche all'escussione dei primi testimoni, operatori di polizia giudiziaria che avevano seguito le indagini.
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