Politica
Riccardo Augusto Marchetti, segretario regionale della Lega Umbria
"Quella presentata da Bracalente non è una verità scientifica, ma una lettura politica travestita da statistica.
Parliamo di stime sui flussi costruite su dati aggregati, non di voti reali dei singoli elettori. Nessuno ha chiesto agli elettori della Lega come hanno votato": è la replica che arriva dall'onorevole Riccardo Augusto Marchetti, segretario regionale Lega Umbria.
"Nessuno può sapere, con certezza, chi è rimasto a casa o chi ha cambiato scelta. Non lo dico io - continua Marchetti - lo dice la stessa scienza statistica.
Studi dell’Università di Harvard spiegano chiaramente che da dati aggregati non si possono ricostruire con certezza i comportamenti individuali, perché più combinazioni di voto possono produrre gli stessi risultati.
È il limite strutturale dell’inferenza ecologica. Tradotto, non è una prova, è un’ipotesi.
E allora basta con le forzature: trasformare una stima in una sentenza contro la Lega è semplicemente scorretto sul piano scientifico.
C’è poi un dato che smonta tutta la narrazione. Al referendum è tornata a votare una quota enorme di elettori che alle europee si erano astenuti. Questo significa che il corpo elettorale è cambiato in modo significativo. Attribuire il risultato agli elettori di un singolo partito è quindi un’operazione arbitraria, non un’analisi seria.
Sul piano politico, poi, è difficile non notare che questa “analisi” arriva da chi è stato presidente della Regione per la sinistra. Legittimo, ma allora si abbia l’onestà di dire che non siamo davanti a un arbitro imparziale.
Più che una ricerca scientifica, sembra un tentativo maldestro di mettere zizzania nel centrodestra.
E qui arriviamo al punto decisivo, quello che nessuna analisi può aggirare. Il dato nazionale è chiarissimo: il Sì ha vinto soltanto in tre regioni in tutta Italia, Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia. Tre regioni guidate dalla Lega. Questo è un fatto, non una stima.
Noi, in Umbria, abbiamo fatto una campagna vera: 47 gazebi tra piazze e mercati, volantinaggi ovunque, incontri pubblici diffusi su tutto il territorio. Altro che partito assente.
La verità è semplice: quando i dati reali non piacciono, si costruiscono narrazioni. Noi continuiamo a stare tra la gente e a fare politica sul territorio, lasciando ad altri le operazioni di palazzo travestite da scienza".
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