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L'AGGRESSIONE A STRONCONE

Tentato femminicidio aggravato, Laronga: "Otto colpi con un martello appena acquistato, il prezzo ancora attaccato sul manico"

Il procuratore di Terni: "Funzionante o non funzionante il braccialetto elettronico, per la povera donna non ci sarebbe stato comunque scampo"

Antonella Lunetti

12 Maggio 2026, 15:36

Tentato femminicidio aggravato,  Laronga: "Otto colpi con un martello appena acquistato, il prezzo ancora attaccato sul manico"

In conferenza stampa al Comando provinciale dei Carabinieri di via Radice, il procuratore capo di Terni, Antonio Laronga, ha riferito i dettagli dell'attività, ripercorrendo le ultime ore che hanno portato al fermo di Mohamed El Messaoudi.

"I carabinieri di Terni hanno dato esecuzione al decreto di fermo di indiziato di delitto, adottato da me intorno alle 23 della serata di sabato 9 maggio nel confronti di Mohamed El Messaoudi, il quale è gravemente indiziato di aver commesso il reato di tentato femminicidio pluriaggravato, anche per aver agito con crudeltà, nei confronti di Fathia El Afghani, con la quale aveva una relazione affettiva iniziata nell'ottobre 2023. È accusato anche di aver violato la misura del divieto di avvicinamento alla persona offesa".

LE CONDIZIONI DELLA DONNA

"La donna - ha riferito il dottor Laronga - è attualmente ricoverata in prognosi riservata nel reparto di Rianimazione dell'ospedale Santa Maria di Terni. È stata attinta da numerose martellate, almeno 8 secondo la contestazione che io ho fatto al presunto autore, che le hanno provocato lo sfondamento del cranio con perdita di materiale celebrale. Ha delle lesioni davvero molto pesanti, ha tutte le ossa del cranio fratturate: l'osso frontale, l'osso parietale di destra, l'osso parietale di sinistra, l'osso mascellare di destra, la mandibola, l'arcata zigomatica destra. Questo quadro è talmente grave da far concludere i sanitari per un elevato rischio di morte".

IL BRACCIALETTO ELETTRONICO

"La persona accusata di questo gravissimo reato è stata fermata nella mattinata del 12 maggio - dopo un arresto del 2 aprile 2026 per i reati di maltrattamenti familiari e lesioni personali - un uomo totalmente incensurato ed estraneo agli ambienti criminali. Ma per questi due reati per i quali è in corso il processo al Tribunale di Terni, l'uomo è stato sottoposto a due misure cautelari: l'allontanamento dalla casa familiare (misura adottata immediatamente e mai violata) e il divieto di avvicinamento alla vittima, monitorato con un dispositivo elettronico di controllo. Questo dispositivo per oltre un mese non ci ha dato problemi di alcun genere, e il giorno in cui è stato commesso il tentato femminicidio non abbiamo avuto segnali di allarme. Questo dato è ancora da verificare, perché il dispositivo è oggetto di indagine da parte della procura".

In merito al braccialetto elettronico, il procuratore Laroga ha anche aggiunto: "È stato indossato dall'uomo dal 4 aprile e fino al 9 maggio non ci sono stati alert. Funzionante o non funzionante, per la povera donna non ci sarebbe stato comunque scampo, poiché l'uomo si è avvicinato a lei in pochissimi minuti, essendo sul bus". Il movimento del bus ha quindi praticamente azzerato i tempi, considerando che l'attivazione scatta a 500 metri di distanza dalla vittima. "Non ci sarebbe stato il tempo necessario a intervenire".

"La firma del delitto - ha aggiunto il procuratore della Repubblica di Terni - ce la dà proprio il dispositivo elettronico, che ha un numero di matricola, registrato con l'assegnazione all'uomo, ed è stato ritrovato a 20 metri dal luogo dell'aggressione a 20 km dalla casa dell'uomo".

LA RICOSTRUZIONE DEL FATTO

L'aggressione è avvenuto sull'autobus di linea 622 che fa la tratta Terni-Stroncone. "Lui è salito verosimilmente a Terni e dopo aver fatto il percorso, quando è arrivato a Stroncone sul bus è salita la vittima, che lavorava in una famiglia del posto, e dopo la sua salita è iniziata l'aggressione con il martello che era stato acquistato ad hoc dall'autore.

Dopo l'aggressione l'uomo è sceso dall'autobus, si è allontanato e si è disfatto sia del martello, sia del dispositivo elettronico di controllo (braccialetto). Entrambi sono stati recuperati, e sottoposti a investigazioni di tipo scientifico.

IL PARTICOLARE SUL MARTELLO

Il procuratore Laronga ha riferito che il martello sarebbe stato acquistato poco prima dell'aggressione. "Il prezzo di 3,90 euro, con il prezzo e il codice a barre ancora attaccati sul manico. Nuovissimo".

LA COLLABORAZIONE

"Ringrazio i carabinieri di Terni per il lavoro fatto. Eravamo tutti molto preoccupati, perché il soggetto è potenzialmente pericoloso perché era fuori nelle campagne da due giorni, affamato e assetato, senza mezzi di sussistenza e quindi potenzialmente capace di commettere reati predatori nella comunità di Stroncone".

"I carabinieri mi hanno aiutato molto, l'Arma ha investito molto da punto di vista operativo, ci hanno messo a disposizione reparti d'élite, come i Cacciatori di Puglia, specializzati nelle ricerche in ambienti boschivi. Sono stati messi a disposizione i cani molecolari, i droni, gli elicotteri. E devo dire che ho apprezzato molto la partecipazione della comunità ternana: il braccialetto ci è stato consegnato spontaneamente da una signora di Stroncone che ce lo ha dato, e ho saputo che stamani (12 maggio) ci sono state segnalazioni dalle signore del bar dove lui si è recato a fare colazione. Questi sono segnali di una comunità sana".

"Noi c'eravamo. Sapevamo che prima o poi lui sarebbe venuto fuori, non poteva stare senza mangiare e bere per troppo tempo. Quindi è stata creata una rete di militari anche altamente specializzati, per intercettare i suoi passi falsi. E così è stato. Però va anche sottolineata la collaborazione della comunità civile della provincia di Terni, che è molto importante. Senza la collaborazione diventa tutto più difficile, a volte addirittura impossibile riuscire ad ottenere i risultati. Sento quindi di dover ringraziare anche queste persone che hanno dato il loro contributo".

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