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Terni

Tentato femminicidio a Stroncone, il racconto choc dell’autista del bus: “Si è alzato e ha iniziato a colpirla”

La testimonianza della conducente del mezzo della linea 22, una ternana di 25 anni. Gli attimi dell’aggressione

12 Maggio 2026, 08:53

Tentato femminicidio a Stroncone, il racconto choc dell’autista del bus: “Si è alzato e ha iniziato a colpirla”

Momenti terribili che lei, la giovane conducente dell'autobus della linea 22 dove nel primo pomeriggio di sabato si è consumata la tragica aggressione ai danni della 43enne Fatiha El Afghani, da parte del marito 42enne Mohamed El Messaoudi, ora ricercato dalle forze dell'ordine, si è trovata a vivere direttamente, da testimone. Una scena agghiacciante, impossibile da cancellare e che lascia il segno. È lei stessa, questa autista ternana di 25 anni animata sin da piccola dalla passione per la guida, a raccontarla. "L'autobus era partito alle 13.10 dalla stazione di Terni - racconta -. Stavo percorrendo la tratta Terni-Santa Lucia di Stroncone come sempre, in un orario in cui anche di sabato ci sono molti studenti che tornano a casa dopo la scuola. Quest'uomo è salito a bordo all'altezza di viale Filippo Turati, timbrando regolarmente il proprio biglietto e mettendosi seduto negli ultimi posti, accanto a un finestrino".

Tutto sembrava normale, un giorno qualsiasi, fino a quando a Santa Lucia di Stroncone, alla fermata accanto a un'edicola sacra, è salita a bordo Fatiha El Afghani che aveva appena finito di lavorare presso la famiglia dove presta servizio come badante. "Il tempo di sedersi nei pressi della seconda porta d'uscita - prosegue la giovane conducente - e l'uomo si è alzato e avvicinato a lei. L'ha afferrata per una spalla cercando di sottrarle il telefono e pochi istanti dopo, fra le urla, è iniziata la colluttazione. Ho subito fermato la corsa, arrestando il mezzo, e lui ha estratto il martello che aveva già con sé, iniziando a colpirla con violenza alla testa". La conducente a quel punto, scioccata e nascosta sotto il volante per la paura, ha aperto le porte forse nella speranza che tutto finisse lì. Mohamed El Messaoudi è sceso ma dopo pochi istanti è riuscito a risalire, bloccando la chiusura delle porte, per colpire di nuovo la poveretta. Poi è fuggito a piedi dalla scena, liberandosi dell'arma e del braccialetto elettronico, ed è stato lanciato l'allarme al 112 con intervento dei carabinieri e dei mezzi di soccorso. Il dramma si era ormai consumato.

"Sono traumatizzata, scossa, impaurita - dice ancora l'autista -. Guido da più di due anni, da quando ho potuto prendere la patente: è la grande passione che ho che ho fin da piccola. Ora ho ricominciato a lavorare, anche se è difficile, ma cerco di non far trapelare i sentimenti che provo. Guido sperando che nient'altro accada. E vado avanti".

L'indagine di carabinieri e procura di Terni, ora incentrata sulla ricerca del 42enne, va avanti. Due le speranze: che lui venga assicurato presto alla giustizia e che arrivino notizie positive sulle condizioni di Fatiha, madre di una ragazza e vittima di una violenza intollerabile, ricoverata in Rianimazione all’ospedale Santa Maria di Terni, ancora in gravissime condizioni.

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