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Ternana al summit romano con i Rizzo e gli avvocati: futuro ancora incerto, la chiave è Bandecchi

Massimo Laureti

10 Aprile 2026, 20:45

Ternana al summit romano con i Rizzo e gli avvocati: futuro ancora incerto, la chiave è Bandecchi

Gian Luigi Rizzo

Un pomeriggio romano quello di oggi, venerdì 10 aprile, non certo per fare shopping o per godersi delle bellezze della città eterna. Un pomeriggio intero per cercare di capire le reali intenzioni della famiglia Rizzo, proprietaria della Ternana. Allenamento anticipato per consentire di rispettare l’appuntamento (13.30) e tornare con una richiesta: tenere le bocche cucite. Un pomeriggio fatto di depistaggi nei confronti di tifosi (non ce n’era neppure l’ombra) di giornalisti (chi scrive e il cronista di Ternananews) quasi fossimo nel set di un film di James Bond, ma senza il Martini con l’oliva, agitato e non mescolato. Giocatori muti, il che lascia pensare ad un esito negativo dell’incontro. Perché anche nella bislacca politica comunicativa dei Rizzo un esito positivo avrebbe portato a rendere nota la lieta novella. Pagate o non pagate, questo era il nocciolo della riunione romana, che si è svolta in centro, nello studio dell’avvocato Marinese, legale della famiglia presente con Gian Luigi Rizzo, la moglie Laura Melis e la figlia Claudia presidente del club. Dall’altra parte del tavolo Capuano, Pettinari, Meccariello, Martella, Ferrante, Proietti e il dg Mangiarano. Perché anche il più accurato depistaggio può crollare di fronte alla casualità di un caffè preso in un bar di piazza Cavour. La stessa idea avuta da un ternano che ha subito invitato i giocatori a disputare un grande derby. Potere della casualità... In estrema sintesi l’epilogo peggiore perché conferma l’assoluta incomunicabilità di questa proprietà che in conferenza stampa, sostenuta dall’amministratore unico Forti aveva promesso “ora che abbiamo le mani libere una gestione trasparente e puntuale”.

Ma dalla riunione romana oltre al dato chiaro “nessuna certezza sul futuro” è emerso un altro aspetto ormai chiarissimo a chiunque: la lotta di posizione tra i Rizzo e Bandecchi. Tant'è che, al di  del “bocche cucite” stando alle indiscrezioni raccolte, i rappresentanti della squadra avrebbero chiesto ai Rizzo di trovare un’intesa con Bandecchi per il bene della Ternana, promettendo da parte loro (squadra) impegno totale in campo. Intesa da trovare entro lunedì alle 18 perché per quell’ora è convocata l’assemblea straordinaria dei soci presso lo studio del notaio Cirilli in via Roma a Terni. La strategia del silenzio perpetrata dai Rizzo anche in questa circostanza sarebbe figlia di una scelta ben precisa, legata alle reazioni puntuali del sindaco che però, sembra parlare anche se non sollecitato per raccontare le storie rossoverdi. Quindi c’è da credere che la versione dei Rizzo l’avremo soltanto lunedì sera. Resta però un pomeriggio tolto alla preparazione del derby a conferma di quanto il calcio sia diventato una sorta di “accessorio” per una proprietà che è arrivata a Terni attirata soltanto dal progetto stadio-clinica. Un progetto che ha incontrato ostacoli inaspettati generando così la lite sempre più aspra tra il Sindaco e i proprietari della Ternana. Proprio Bandecchi ieri ha rincarato la dose sostenendo che “con la loro gestione non solo non hanno pagato i debiti esistenti e di loro conoscenza, ma li hanno addirittura aumentati non pagando dipendenti e fornitori e facendo il mercato di gennaio”. 

Proprio Bandecchi in mattinata, oggi, aveva lanciato un altro siluro alla famiglia proprietaria del club rendendo noto l’esito di una trattativa che avrebbe potuto portarli fuori dalla Ternana. I Rizzo hanno rifiutato l’offerta di mettere tre milioni nelle casse della Ternana per pagare i debiti fatti da loro e andarsene. Sarebbe subentrata una cordata che avrebbe portato avanti la società. Dei tre milioni due sarebbero quelli che debbono restituire a me. Loro –rivolto ai Rizzo- hanno tempo domani, domenica e lunedì fino alle 18 per trovare una soluzione. Debbono però rendersi conto che il fallimento, se è quello che vogliono, sarà pesante anche per loro che sono amministratori di fatto informati il 15 settembre di dover pagare 14 milioni di debiti oltre ad un impegno gestionale tra gli otto e i dieci milioni. La famiglia Rizzo sarà quella che avrà la massima colpa di un eventuale fallimento”. Per la replica appuntamento a lunedì sera. Forse. 

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