Il caso
Immigrato condannato per maltrattamenti in famiglia
Quattro anni di reclusione oltre alla sospensione per 8 anni dalla potestà genitoriale. Questa la condanna inflitta, martedì 24 febbraio, dal Tribunale di Terni in composizione collegiale - presidente Simona Tordelli - ad un 30enne di origini egiziane, accusato di maltrattamenti e atti persecutori nei confronti dell'ex moglie, 29enne ternana. Condotte che l'uomo avrebbe messo in atto per anni, prima e dopo la nascita del figlio minore della coppia, aggravate - sul piano delle contestazioni mosse dall'autorità giudiziaria - anche dalle condizioni di salute della donna, invalida al 100%.
In particolare il 30enne, dedito all'alcol, l'avrebbe aggredita e insultata in numerose occasioni, fra spinte, schiaffi, percosse, epiteti irriferibili. Il tutto di fronte al figlio che, quando aveva soltanto pochi mesi, era stato anche strumento dei maltrattamenti: l'uomo, per terrorizzare la moglie e ridurla in uno stato di ulteriore prostrazione, in due distinti episodi l'avrebbe afferrato avvicinandolo, in un caso, alle pale di un ventilatore a soffitto e, nell'altro, lo aveva sporto dalla finestra. Situazioni che si erano aggiunte ad un quadro fatto di condotte vessatorie alternate ad un sostanziale disinteresse per la vita della coniuge e del piccolo.
L'accusa di atti persecutori, assorbita da quella di maltrattamenti, fa riferimento invece ad un periodo successivo la fine della relazione fra i due, quando fra appostamenti, chiamate, messaggi densi di insulti, aveva cercato di riallacciare i rapporti con la donna, minacciandola al contempo che se non fosse tornata con lui, sarebbe fuggito in Egitto insieme al figlio. In un episodio, legato ad un incontro casuale in strada, l'aveva anche offesa e afferrata per un braccio per impedirle di allontanarsi.
In aula la pubblica accusa ha chiesto una condanna a sei anni di reclusione ed il Tribunale ha stabilito in 4 anni la pena detentiva, associata ad una provvisionale di 25 mila euro in favore dell'ex moglie, parte civile attraverso l'avvocato Alessandro Gentiletti. L'uomo, per il quale la prospettiva è quella del giudizio d'appello - le motivazioni della sentenza di primo grado verranno depositate entro i prossimi 30 giorni - è difeso dall'avvocato Ilaria Iannucci.
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