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SANITA'

Terni, Bandecchi alla Regione sul nuovo ospedale: "Siamo noi a decidere in quale posto farlo"

Il sindaco all'attacco dopo la presentazione dello studio sulle 5 location in Terza commissione

13 Gennaio 2026, 08:28

stefano bandecchi sindaco terni

Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi

“La Regione Umbria ci sta prendendo in giro, a noi ternani ci prende per celebrolesi”. Il consiglio comunale di ieri si è aperto con lo sbotto del sindaco Stefano Bandecchi sul caso ‘nuovo ospedale’.

Il primo cittadino ha puntato il dito contro la presidente Proietti rimarcando il ruolo del Comune di Terni: “La Proietti – tuona - fa finta di non sapere che deve per forza dialogare con il Comune, che è il Comune a rilasciare le autorizzazioni a costruire, che siamo noi a decidere dove si farà il nuovo Santa Maria”.

Bandecchi snocciola quanto è emerso nei giorni scorsi dalla terza commissione regionale sul Santa Maria e senza mezzi termini ne commenta l’esito e parla dei costi: “Sono rimasto basito nell’apprendere che i costi lievitano da 500 a 780 milioni. E i ladri sarebbero i privati che lo volevano realizzare con 280 milioni! Osservo – rimarca - che la Regione è ormai oltre ogni tipo di normale atteggiamento nei confronti della cittadinanza ternana, prendendoci tutti come cerebrolesi totali o parziali. Nessuna concretezza, la fantomatica ricerca del sito corrisponde a una fase molto lontana da qualsiasi progetto, inoltre si sparano cifre assurde, addirittura 280 milioni in più per certe ‘soluzioni’.”

“Com’è noto, per lo ‘Studio per le aree idonee alla localizzazione del nuovo ospedale di Terni’, predisposto dalla società Binini partners per conto della Regione, per il nuovo ospedale di Terni viene ipotizzata una struttura da 600 posti letto per una superficie complessiva compresa tra 110 e 120 mila metri quadrati, dotata di almeno 1200 posti auto. La stima dei tempi minimi si attesta su 7 anni per le aree di Gabelletta, Campitello e Maratta, che salgono a 8 per Stazione e a 9 per Colle Obito.

Ma Bandecchi non ci sta: “La confusione, o il tentativo di presa in giro – afferma il sindaco - regna sovrana e credo che questo consiglio debba mettere un punto fermo: è il Comune di Terni a scegliere il sito, non la Regione perché le concessioni per costruire l’ospedale dovranno essere rilasciate dal Comune in base agli assetti territoriali e alla pianificazione urbanistica complessiva. Come è possibile continuare a prendere in giro i ternani senza procedere a una interlocuzione seria tra i tecnici del comune e della Regione? Come si possa bypassare questo step francamente non lo capisco. L’atteggiamento della Regione è completamente sbagliato peraltro su un tema così importante per tutti come la sanità.”

E ancora: “La presidente Proietti, che è anche assessore alla Sanità, si è tenuta la delega e si vede. Adesso non ci si riesce a curare neanche a pagamento. L’intramoenia è in black out da novembre. Non è possibile neanche prenotare una colonscopia al Santa Maria, la Proietti non solo non da risposte concrete, ma continua a prendere in giro i ternani”.

Quindi il focus si sposta su stadio-clinica: “Non temiamo il giudizio del 27 gennaio sullo stadio-clinica e richiamo l’attenzione sul fatto che questo sarà il mese in cui la magistratura sarà al centro delle vicende del Comune. Ad oggi – chiude secco - i rapporti tra il Comune e la Regione sono azzerati e sottolineo che non sono io a gettare benzina per infuocare una situazione a dir poco vergognosa”.

Un dibattito acceso, a cominciare dall’intervento di Orlando Masselli del Gruppo Misto: “Sindaco, ci siamo sfidati in campagna elettorale fino al ballottaggio. Disse che avrebbe realizzato il nuovo ospedale in sette mesi. Forse non sa che esiste un’area collinare, ricompresa tra Terni e Narni, che è di proprietà della Usl Umbria 2, dove potrebbe sorgere il nuovo ospedale che non è stata presa in considerazione”.

In fatto di sito, Bandecchi da sempre sostiene il progetto di Colle Obito, e con lui ieri, a fargli da spalla, ci ha pensato Valdimiro Orsini di Masselli sindaco: “Terni ha bisogno di una nuova struttura sanitaria moderna, ma questa deve restare nell’attuale sito di Colle Obito. Non è solo una questione di tradizione – ha precisato - ma di urbanistica responsabile: scegliere un’area diversa significherebbe condannare l’attuale zona a un degrado irreversibile e, contemporaneamente, consumare nuovo suolo altrove, cementificando aree che dovrebbero restare verdi. Riqualificare Colle Obito significa invece valorizzare un’area già servita, centrale e funzionale. In secondo luogo – ha aggiunto Orsini - la questione delle risorse. Non sarò io a ostacolare la strada dei privati, a patto che la regia, la gestione dei servizi sanitari e il diritto alla salute restino saldamente nelle mani del pubblico e che i costi per la collettività siano chiari e sostenibili. La sfida è dunque sulla concretezza. I cittadini sono stanchi di ascoltare fiumi di parole, promesse che non si trasformano mai in cantieri. Il nuovo ospedale a Colle Obito non è una battaglia di parte, ma una necessità per l'intera comunità ternana e regionale”.

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