BOXE
Jepherson Njoku
Jepherson Njoku, classe 2004, è un pugile umbro che si sta mettendo in mostra sul ring dei pesi massimi. Il ventiduenne arrivato in Italia a 6 anni originario della Nigeria, combatte anche fuori dal quadrato una battaglia logorante per una cittadinanza che sente già sua ma che non è riuscito ancora ad ottenere, il che gli preclude la possibilità di rispondere alla chiamata delle rappresentative azzurre. Passato ai guantoni da solo due anni si allena duramente alla palestra di Santa Maria degli Angeli, guidato dal maestro Geraldo Falcinelli. Prima del ring ha calpestato i campi da basket, ma ha lasciato perché “non sono un amante degli sport di squadra, non mi piace prendermi la responsabilità per gli errori degli altri”.
Conosce il mondo del pugilato grazie a suo cugino ed entra in palestra con la testa calda di un ragazzo di vent’anni, ma quella testa sembra essere cambiata “so ragionare di più, ho più autocontrollo – ha commentato lo stesso atleta che prova a portare questa mentalità al di fuori dal ring – i problemi della vita sono sempre rimasti ma ora sto imparando a gestirli”.
Il suo coach ha puntato tanto e presto su di lui, dopo un mese lo ha lanciato e ha combattuto il suo primo match, che lo ha visto sconfitto “non ero abituato all’ambiente, alle persone attorno alle corde, alla pressione. Ora l’ansia esiste ancora ma è quella che ti dà adrenalina, paura e fame di vincere”.

Jepherson ha un record di 14 match disputati, con solo 3 sconfitte. Sembra essere sulla strada giusta in un ambiente per cui è indispensabile disciplina e serietà. Racconta il giovane pugile: “In preparazione si dà il massimo, ma rimane un ambiente in cui ci si sente accolti, basta capire l’umore della palestra e di tutti quelli che lavorano con te”.
Il giovane boxeur è monitorato dalla Federazione italiana pugilato, con qualche convocazione nell’ultimo anno. Ma Jepherson, come dicevamo, la maglia azzurra non può ancora indossarla. Da anni la sua famiglia ha richiesto la cittadinanza italiana senza successo, arrivati i 18 anni di Jepherson arriva anche un secondo tentativo momentaneamente a vuoto.

Vincere il campionato italiano e crescere come atleta sembra il piano migliore per tentare una richiesta più concreta, “io lavoro davvero duramente, so di non essere ancora nessuno, ma più migliore più do loro modo di esporsi per aiutarmi ad ottenere la cittadinanza”. La Nazionale sembra una buona occasione per tutta la famiglia, ma le procedure sono molto complesse e delicate: “Io posso diventare il prossimo campione italiano, ma non posso indossare la maglia azzurra, sembra una contraddizione”, spiega. Jepherson è un ragazzo ambizioso che vuole far diventare il pugilato parte integrante del suo futuro imminente e soprattutto lontano, sogna r desidera di diventare campione, non solo italiano, magari del mondo, combattere con i più forti per diventare il più forte, allora non gli resta che allenarsi, combattere e vincere, sperando che attraverso i guantoni ottenga più di una vittoria sul ring.
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