BASKET U17 ECCELLENZA
Un provvedimento, il primo in Umbria del genere, che farà scuola. E' quello adottato dalla società di basket Valdiceppo che, per sanzionare il comportamento del genitore di un atleta, ha sospeso per una gara l'atleta stesso. Le colpe dei padri che ricadono, quindi e spesso, sui figli. "La Valdiceppo Basket assume queste decisioni forti ma necessarie - si legge in un comunicato del club - dopo un periodo prolungato in cui si sono verificati episodi poco consoni allo spirito sportivo, dentro e fuori dal campo". Decisioni adottate in base a regole disciplinari che la Valdiceppo, per quanto riguarda le gare giovanili e fino al termine della stagione 2025/26, si è data e ha trasmesso ai propri tesserati e alle loro famiglie. Sono cinque: sospensione per una gara (ma possibilità di allenarsi) per gli atleti che ricevono un fallo tecnico per proteste; esclusione temporanea o definitiva da tutte le attività in caso di secondo fallo tecnico per proteste nel corso della stessa stagione; sospensione per una gara - ed è questo il caso in questione - per gli atleti i cui genitori si siano resi protagonisti di proteste eccessive o fuori luogo: interdizione dell'accesso alle attività a chi viola il Codice Etico della Fip in caso di reiterate proteste (la violazione del divieto da parte del genitori di un atleta comporta l'immediata sospensione del figlio) e, infine, le ammende comminate alla società per comportamenti antisportivi tenuti da un atleta possono comportare una multa al giocatore.
L'ultimo episodio in ordine di tempo, che ha dato il la a tali provvedimenti, è successo sabato 10 gennaio nel campionato di Under 17 Eccellenza, durante il match tra Valdiceppo e Jesi Academy (finito, per la cronaca, 52-65). Nel contesto di una partita la cui direzione arbitrale è finita nel mirino di famiglie e tifosi sugli spalti, la goccia che ha fatto traboccare un vaso già bello pieno è caduta dopo un contatto di gioco tra un giocatore della Valdiceppo e un avversario. Il genitore del ragazzo, probabilmente preoccupato dall'entità dell'infortunio del figlio, si è precipitato in campo per poi continuare a protestare con i direttori di gara fino a quando non è stata riportata la “calma” in campo.
E lunedì è arrivata la stangata del giudice sportivo che ha deciso per la Valdiceppo la squalifica del campo per una gara (sarà quindi costretta a giocare a porte chiuse il prossimo match casalingo), l'ammenda di 45 euro "per le offese collettive e frequenti del pubblico agli arbitri" si legge nel comunicato 251 della Fip, quella di 30 euro "per le minacce collettive e sporadiche" e, in ultimo, quella di 150 euro collegata alla squalifica del campo. Per la cronaca, il club ha sospeso per una gara anche un altro atleta, espulso nella stessa gara per doppio fallo tecnico.
"Nel caso del ragazzo che paga per la condotta del genitore, sappiamo che lui non c'entra niente, ma, nostro malgrado, abbiamo dovuto agire in questo modo. Quanto accaduto rappresenta una sconfitta per tutto il nostro movimento, ma ora abbiamo il dovere di intervenire con decisione. La società non accetta che determinati comportamenti compromettano il percorso sportivo-educativo dei ragazzi. Le misure adottate non sono una resa, ma una scelta chiara e responsabile per tutelare gli atleti, lo staff e tutte quelle famiglie che, da sempre, si distinguono per un atteggiamento positivo, rispettoso e costruttivo, dentro e fuori dal campo. Nel corso della stagione e negli anni, sono stati fatti incontri, riunioni e confronti individuali, senza ottenere i risultati auspicati, anzi”. Per questo motivo la società ha ritenuto necessario adottare provvedimenti più incisivi, ribadendo che il rispetto delle regole, degli arbitri e degli avversari non è negoziabile. Prossimo match, domenica a Senigallia, quindi senza i due ragazzi a disposizione, quello dopo ancora in casa ma senza tifo. E' il messaggio e l'esempio che vuole dare la Valdiceppo: è un gioco, lasciateli giocare.
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