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Spoleto, Sisti risponde a Presciutti sul riassetto della rete ospedaliera: “Analisi lontana dalla realtà”

Il sindaco replica alle parole del presidente della Provincia di Perugia. Interviene anche il consigliere regionale Lisci: "Le amministrazioni parlano per atti: ad oggi nessun ridimensionamento previsto"

28 Aprile 2026, 12:06

Spoleto, Sisti risponde a Presciutti sul riassetto della rete ospedaliera: “Analisi lontana dalla realtà”

Il sindaco di Spoleto, Andrea Sisti

Massimiliano Presciutti fa un’analisi grossolana che non coincide né con il programma politico espresso dal governo di questa Regione né tantomeno con la volontà manifestata pubblicamente in più occasioni dalla presidente Stefania Proietti”. Reagisce così il sindaco Andrea Sisti (nella foto) alle parole del presidente della Provincia e sindaco di Gualdo Tadino, secondo cui il sistema sanitario regionale dovrebbe essere incardinato a una rete di emergenza urgenza composta da sei presidi (Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello, Branca e Orvieto), tra i quali non compare Spoleto, che sarebbe peraltro l’unico Dea di Primo livello (solo Perugia e Terni sono di Secondo livello) a venire escluso dall’assetto paventato da Presciutti, in una fase in cui gli stessi amministratori locali restano in attesa di un confronto sul nuovo Piano sociosanitario regionale.

In questo senso, ieri si è invano tentato di raccogliere una dichiarazione della presidente Stefania Proietti per meglio contestualizzare le parole di Presciutti, che è un esponente del Pd umbro. Certo è che venerdì scorso a Palazzo Donini assessori e consiglieri regionali si sono seduti intorno al tavolo con Proietti e la direttrice regionale welfare e sanità Daniela Donetti proprio per discutere del nuovo Piano sociosanitario. Il vertice proseguirà con una nuova convocazione che non dovrebbe tardare, ma da quanto emerge il perimetro dell’emergenza urgenza tracciato da Presciutti rappresenta un nodo della discussione, quale sarà il punto di caduta sarà solo il nuovo Piano sociosanitario a dirlo. In questo quadro, a dire che “Spoleto non accetterà nessun ulteriore arretramento sull’ospedale” è stato il consigliere regionale del Pd, Stefano Lisci, il quale ha poi aggiunto: “A scanso di ulteriori equivoci ricordo che le amministrazioni parlano per atti e non per chiacchiere e a oggi non c’è nessun atto che preveda il ridimensionamento del nostro ospedale”.

La partita è delicata per le sorti del San Matteo degli Infermi e quindi per i servizi di chi vive nel territorio, ma si incrocia anche con la chiamata elettorale per le Comunali, che dal prossimo autunno dovrebbe slittare alla primavera del 2027, rischiando, come si è già visto sia qui che altrove, di avere un peso specifico superiore a quello di qualsiasi altro tema amministrativo. La levata di scudi del centrosinistra spoletino a difesa dell’ospedale cittadino, su cui nell’ottobre 2020, cioè in piena pandemia, si è già assistito allo smantellamento dell’area materno infantile, è quindi proseguita anche ieri. I gruppi di maggioranza in consiglio comunale (Pd, M5s, Civici Umbri e Ora Spoleto), con una nota congiunta, hanno “ritenuto opportuno ricordare gli impegni assunti con la città sul futuro del San Matteo degli Infermi, che prevedono la piena riapertura di tutti i reparti e servizi, dopo una chiusura determinata esclusivamente dalla giunta regionale di centrodestra guidata da Tesei”. Per tutti loro “le affermazioni del presidente Presciutti rappresentano una posizione personale che - dicono - non condividiamo nel merito e nel metodo”.

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