sanità
La politica spoletina questa volta è compatta. “Giù le mani dall'ospedale” è il coro unanime di maggioranza e opposizione dopo le affermazioni del presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti in un’intervista in merito alla possibile esclusione dell’ospedale di Spoleto dal novero dei presìdi Dea di I livello. “La città di Spoleto non accetterà alcun arretramento del proprio ospedale né decisioni calate dall’alto che penalizzino il diritto alla salute dei cittadini del comprensorio spoletino, della Valnerina e dell’intera area vasta che su questo presidio sanitario trovano un riferimento fondamentale”. Ad affermarlo con fermezza sono i massimi vertici del Pd in forza al governo spoletino, il vice sindaco Danilo Chiodetti, e gli assessori Federico Cesaretti e Letizia Pesci. E agli amministratori dem, si aggiungono anche il consigliere comunale di Obiettivo Comune, Sergio Grifoni e quelli di Alleanza Civica, Gianmarco Profili e Alessandra Dottarelli. “Il nostro San Matteo, secondo l’autorevole esponente del Pd, che ricopre una altrettanta autorevole carica istituzionale, dovrebbe essere quindi ridotto ad un ospedale di semplici servizi”, dice Grifoni in una nota. “L'ospedale di Spoleto non può essere mortificato e ridotto al ruolo di semplice ospedale di base o erogatore di servizi territoriali per effetto di decisioni politiche miopi – tuonano invece Dottarelli e Profili - assunte da politici di quella stessa classe dirigente che ha compiuto degli errori e che oggi prova a riscrivere la realtà”. Insomma, la possibile esclusione dell'ospedale di Spoleto dai Dea di I livello sta surriscaldando la politica spoletina, tutta. “Riteniamo doveroso chiedere con chiarezza con quali territori sia stata condivisa una posizione di tale rilevanza e a nome di chi siano state rese queste dichiarazioni – aggiungono poi Chiodetti, Cesaretti e Pesci - Spoleto ha contribuito in maniera determinante e compatta alla sua elezione e, proprio per questo, ci saremmo aspettati un confronto preventivo e trasparente con gli amministratori del territorio su un tema così delicato e strategico per l’intera area vasta. Ancora più grave sarebbe se una simile impostazione fosse stata assunta con l’avallo del Partito democratico regionale senza un confronto politico chiaro e condiviso. Siamo certi che il consigliere regionale Lisci continuerà a mantenere alta l’attenzione su questo tema – concludono - e a difendere con determinazione il ruolo strategico dell’ospedale spoletino all’interno del sistema sanitario regionale”. Sempre al consigliere Lisci anche Grifoni chiede di presentare “con immediatezza una interpellanza in consiglio regionale per chiedere ragioni di tale episodio”. Nelle scorse ore è intervenuto anche il Movimento 5 stelle spoletino: “Quando si parla di nuovo piano sociosanitario dell’Umbria e della riorganizzazione ospedaliera dell’intera Regione, riteniamo che nessuno possa avanzare autonomamente e personalmente ipotesi che rischiano di compromettere il lavoro complessivo dell’amministrazione regionale” hanno scritto in una nota ribadendo “la nostra piena fedeltà al programma elettorale, che prevede un ospedale cittadino operativo come prima della chiusura avvenuta durante l'emergenza Covid per decisione della giunta di centrodestra Tesei”.
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