Cronaca
Due agenti feriti, di cui uno con tre costole fratturate che gli costano almeno 25 giorni di prognosi, e la vicedirettrice che ha rischiato di essere centrata da un monitor. Due episodi violenti in meno di 24 ore all’interno del carcere di Maiano sono stati denunciati da Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sappe (Sindacato autonomo di polizia penitenziaria), che ha anche reso noto di aver “diffidato” il Provveditorato dell'Umbria e il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria “a proseguire con l'invio di soggetti problematici a Spoleto”, chiedendo poi “l'immediato sfollamento dei detenuti responsabili delle aggressioni” e “l'incremento straordinario di risorse e protocolli operativi per garantire nel carcere di Spoleto standard minimi di sicurezza”. Se non dovessero arrivare “risposte tempestive e concrete”, Bonino ha avvertito che il sindacato valuterà “ogni forma di protesta consentita, a tutela della salute e della dignità dei lavoratori della polizia penitenziaria”.
Il primo episodio violento risale al 9 aprile quando, “durante un colloquio”, un detenuto del circuito di media sicurezza “ha lanciato lo schermo di un computer contro la dirigente”, ha ricostruito il segretario regionale del Sappe, sostenendo che il gesto sarebbe derivato “dall’insoddisfazione per le risposte ricevute”. Il monitor non ha colpito la vicedirettrice “soltanto per l'intervento di un'ispettrice della polizia penitenziaria, che ha deviato il monitor, ferendosi a una mano”, dice Bonino, secondo cui le “lesioni riportate sono risultate fortunatamente lievi, venendo giudicate guaribili in tre giorni”. Neanche 24 ore dopo, invece, è stato necessario il trasferimento in Pronto soccorso dell’assistente capo intervenuto per fermare l’aggressione di un detenuto del circuito di media sicurezza ai danni di un altro recluso. Durante l’intervento il poliziotto della penitenziaria “è stato colpito ed è caduto a terra”, riportando una prognosi iniziale di 25 giorni per la frattura di tre costole.
In questo quadro, Bonino punta il dito contro le “assegnazioni incongrue al carcere di Spoleto”, dove “negli ultimi mesi sono stati inviati decine di detenuti tra i più facinorosi del circuito nazionale, inclusi numerosi soggetti con patologie psichiatriche”. A pesare come sempre “la cronica carenza di personale di polizia penitenziaria e il sovraffollamento del circuito di media sicurezza”. Contestata, infine, anche “l'inerzia disciplinare”, col segretario regionale del Sappe che definisce “inaccettabile che il detenuto responsabile del tentativo di ferimento della vicedirettrici si trovi ancora all'interno dell'istituto: il Provveditorato dell'Umbria ha infatti già risposto negativamente alla richiesta di allontanamento, lasciando il personale esposto a nuovi rischi”.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy