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PERUGIA

Guerriglia nel carcere di Capanne: gridano "Allah Akbar" e devastano l’area comune. Agenti feriti e danni per 60 mila euro

Nottata di altissima tensione: i detenuti si sono barricati dentro al reparto

Andrea Pescari

07 Aprile 2026, 12:34

Guerriglia nel carcere di Capanne: gridano "Allah Akbar" e devastano l’area comune. Agenti feriti e danni per 60 mila euro

Devastano l’area comune del carcere di Perugia mentre gridano “Allah Akbar”. Escalation di violenza nella notte tra Pasqua e Pasquetta nella casa circondariale di Capanne. A segnalare gli episodi è stato Fabrizio Bonino, segretario nazionale del Sappe per l’Umbria. Secondo quanto si legge nella nota diffusa, a scatenare il panico sarebbero stati quattro detenuti nordafricani approfittando “del numero ridotto del personale presente in una giornata festiva per innescare un’escalation di violenza senza precedenti”. 

Dopo aver fatto allontanare e messo in sicurezza i 46 detenuti estranei ai disordini, i quattro hanno intimorito e costretto il personale addetto alla chiusura a rifugiarsi immediatamente all’interno della cellula di sicurezza. Da quel momento, nonostante i molteplici tentativi di dialogo avviati dalla sorveglianza generale e dagli agenti in servizio, la devastazione è proseguita in modo inarrestabile. Dalla conta dei danni, il Sappe segnala: “E’ stato messo fuori uso l’illuminazione, i cancelli elettrici, gli infissi, il locale telefono, i congelatori; danneggiato l’impianto di pronto intervento idrico e asportato i termosifoni, compromettendo l’impianto di riscaldamento; utilizzato ogni componente divelto come barricata o, nel caso di oggetti più voluminosi e resistenti, come ariete per colpire e infrangere muri e box agenti; legato con lenzuola i cancelli d’ingresso per impedire l’accesso al personale di supporto”.

Risultate vane le quattro ore di tentativi per riportare alla normalità la situazione. Il dialogo è stato inutile a causa del “comportamento estremista dei quattro”. Dopo aver accertato che almeno due di loro erano in possesso di una lama tagliente, il personale ha deciso di intervenire per riprendere il controllo e mettere in sicurezza il reparto. L’operazione è stata estremamente complessa: solo dopo aver inciso le lenzuola che serravano la porta, sono riusciti ad aprire un varco, per poi difendersi dalle sprangate mentre rimuovevano le barricate. I danni materiali sono stimati tra i 50 mila e i 60 mila euro. Sono stati feriti diversi agenti della polizia Penitenziaria: “Tra i casi più gravi, due agenti con prognosi di 7 giorni e un terzo agente con frattura di un dito della mano e 30 giorni di prognosi”. 

“Ancora una volta – dichiara Fabrizio Bonino – assistiamo inermi alla violenza creata da detenuti extracomunitari avversi ad ogni tipo di reinserimento. Non si può lasciare il personale di Polizia Penitenziaria in condizioni di organico ridotte, specialmente nei giorni festivi, e pretendere che gestisca situazioni di guerriglia urbana all’interno di un istituto penitenziario. Chiediamo alla Direzione dell’istituto, al DAP e al Ministero della Giustizia interventi strutturali immediati, ivi compreso il trasferimento dei responsabili in circuiti detentivi di massima sicurezza. La sicurezza non può più essere un optional”.

Il Sappe Umbria esprime piena solidarietà ai colleghi feriti e chiede che venga fatta piena luce sui fatti, con l’individuazione e la punizione esemplare dei responsabili. 

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