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Cronaca

Granata esplosa in mano, l’avvocato di Melissa non si arrende: “Avanti con l'azione civile per il risarcimento del danno"

Gennaro Esibizione, legale della donna vittima dell'esplosione nello Stabilimento militare di Baiano di Spoleto, dopo la sentenza che esclude il danno erariale: "Riconosciuta una responsabilità del datore di lavoro"

21 Marzo 2026, 13:32

Daria e Gennaro Esibizione

L'avvocato Gennaro Esibizione, legale della vittima dell'esplosione, e Daria Esibizione, legale del fratello della donna, costituitosi parte civile

Nessun risarcimento, mai, potrà ridare la vista a Melissa, ma il nostro dovere è quello di tutelarla fino in fondo”. È con questo spirito, combattivo e determinato, che l’avvocato Gennaro Esibizione, legale della giovane, si appresta ad affrontare la causa di fronte al giudice del lavoro del tribunale di Spoleto che vede contrapposti, da un lato Melissa Emili, vittima dell’esplosione il 22 dicembre 2016 di una bomba a mano nello Stabilimento Militare di Baiano di Spoleto, e dall’altro, sul fronte opposto, l’Agenzia Industrie Difesa, quale impresa utilizzatrice, e la società interinale presso la quale la ragazza era impiegata, quale impresa somministratrice.



“Il verdetto della magistratura contabile, pur dichiarando insussistente la responsabilità erariale dei convenuti, riconosce, a pagina 68 della sentenza, una responsabilità del datore di lavoro nella determinazione dell’incidente”, spiega l’avvocato Esibizione. Che precisa: “Ciò che viene esclusa è soltanto la sua configurabilità come responsabilità amministrativa personale, per difetto di colpa grave dei singoli”. Daria Esibizione, legale del fratello minore di Melissa, costituitosi parte civile, entra ancor più nel dettaglio: “La Corte riconosce, alle pagine 66 e 67, criticità organizzative reali quando parla di incertezza o mancata regolamentazione della formazione operativa on job, così come di mancata chiara attribuzione della supervisione e di organizzazione non idonea a prevenire errori”. Una pronuncia, dunque, che non pregiudica il riconoscimento del danno in sede civile, visto che, oltretutto, i due giudizi sono diversi e reciprocamente indipendenti in quanto si tratta di due giurisdizioni autonome che viaggiano su binari separati. Un verdetto di non colpevolezza, quello emesso dalla Corte dei Conti, su cui Melissa, diventata quasi totalmente cieca da allora, riflette con amarezza: “L’unica condanna, l’ergastolo di una vita al buio, per ora, è stata solo la mia”.

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