Sicurezza
È durato pochi minuti l’interrogatorio di garanzia di Ryhem Guerroudj, la diciottenne di origine algerina nata e cresciuta a Spoleto che è stata arrestata dai carabinieri del Ros all’alba della vigilia di Natale con l’accusa di aver costituito e promosso attraverso i social media l’associazione terroristica jihadista “Da’wa Italia”. Affiancata dall’avvocato Sabrina Montioni la giovanissima che si trova reclusa nel carcere di Capanne, a Perugia è comparsa in collegamento audio video davanti al gip del tribunale di Bologna Letizio Magliaro, ma di fronte alle pesanti contestazioni che le vengono addebitate ha scelto la via del silenzio come poco prima aveva già fatto Rida Mushtaq, la ventiduenne di Bologna considerata la principale indagata, e suo fratello diciannovenne.
Per ora il difensore della diciottenne spoletina non ha chiesto l’alleggerimento della misura cautelare e valuterà se farlo nei prossimi giorni all’esito di un’analisi più accurata degli atti d’accusa e forse di un nuovo colloquio con la sua assistita. Ryhem Guerroudj, che nonostante i suoi 18 anni non frequenta la scuola, si sarebbe avvicinata a realtà online radicali durante il periodo del Covid, quando è scattato l’isolamento sociale e una connessione a internet rappresentava l’unico strumento per avere interazioni sociali.
Le indagini a suo carico sono iniziate però soltanto nel settembre del 2023 quando il Ros, coordinato dalla Procura nazionale antiterrorismo e territorialmente da quella di Bologna, ha avviato gli accertamenti su pagine social Instagram, X e Tik Tok create per propagandare, è l’accusa, l’ideologia politico-religiosa terroristica. Così gli inquirenti sono risaliti prima alla ventiduenne bolognese e poi alla diciottenne spoletina considerate organizzatrice e promotrici di “Da’wa Italia”, il cui obiettivo primario sarebbe stato compiere attività di proselitismo attraverso la traduzione in italiano e la pubblicazione di contenuti jihadisti, quindi violenti e terroristici, tra questi anche un volume dedicato ai bambini e intitolato “Il giovane musulmano”.
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