L'INTERVISTA
Solo “autocelebrazione”. Senza fondamento. È netta la deputata umbra del Pd e vice presidente della Camera, Anna Ascani, nel ribattere alle parole di Arianna Meloni. Quest'ultima, sorella della premier e capo della segreteria politica di FdI, su queste pagine ha tessuto le lodi dell'esecutivo nazionale. L'occasione è stata un'intervista rilasciata a latere di un incontro con i maggiorenti del partito a Spoleto. L'indomani l'opposizione ribatte. Ascani in testa.
- Arianna Meloni in visita in Umbria ha magnificato quanto fatto dal governo per la regione, dalla Zes alla ricostruzione: tutto bello?
Tre anni e mezzo di autocelebrazione smentita dalla realtà. “Mai così tanti occupati dai tempi di Garibaldi”, dice la premier, tacendo la crescita del lavoro povero. E il “ponte tra Europa e Usa” grazie all’amico Trump? Mai le due sponde sono state così lontane. I cittadini, umbri compresi, pagano il prezzo della mancanza di visione del governo, che pesa su una quotidianità sempre più complicata per le famiglie, dalla benzina alle bollette. Singolare poi che Arianna Meloni sia venuta a rivendicare le misure per la Regione come la Zes o gli interventi per la ricostruzione post terremoto – per i quali come opposizioni abbiamo dovuto sollecitare il governo più e più volte, se penso ai ritardi nell’erogazione dei contributi di autonoma sistemazione, per esempio – e non abbia parlato della situazione dei pendolari umbri, del disagio che vivono a causa di una pessima gestione dei problemi da parte di un ministro più impegnato a occuparsi di famiglia nel bosco che di treni.
- Più in generale, ci dica quali sono le tre cose più “gravi” fatte da questo governo...
Gliene dico una: non hanno fatto niente. Sfido a nominare una riforma, a parte quella della magistratura, sonoramente bocciata da 15 milioni di persone al referendum. Si sono vantati di essere il secondo governo più longevo della storia della Repubblica. Ma longevità con loro significa immobilismo. E in un tempo di crisi e di cose che cambiano alla velocità della luce non si può stare fermi e aspettare che passi la nottata. Non hanno fatto niente per la crescita e il calo della produzione industriale è ormai strutturale. Né per contenere la crisi energetica, abbattere le liste d’attesa in sanità, assicurare sostegno per gli affitti e i mutui a chi è più in difficoltà. Cosa è stato fatto per sostenere le imprese di fronte ai dazi di Trump? Niente. E per aiutare le famiglie in difficoltà con la pressione fiscale più alta negli ultimi 11 anni o il carrello della spesa in continuo aumento? Nulla. Anzi, peggio. Hanno tagliato. Alla scuola - e in Umbria è arrivata pesante la tagliola di un dimensionamento fatto sulle spalle della comunità educante – alla sanità e agli enti locali, mettendoli a dura prova nell’erogazione di servizi fondamentali. Questo mentre investivano in progetti dannosi come i centri in Albania. Per non parlare di sicurezza: l’emblema del fallimento di una destra che aveva promesso di farne il suo assillo e ha prodotto quattro decreti e una settantina di nuovi reati. Risultato? L’insicurezza che cresce perché nel mancano forze dell’ordine e i sindaci continuano a vedersi tagliare bilanci che servono anche a garantire sicurezza nelle loro città.
- E il centrosinistra? Sta facendo tutto bene (in Italia e in Umbria)?
Il centrosinistra è l’alternativa a questa destra incapace. Sta facendo bene qui in Umbria, dov’è stato convintamente scelto dai cittadini dopo cinque anni di malagestione Tesei che abbiamo pagato cari. Sono convinta che faremo bene anche a livello nazionale. Perché proponiamo un’idea di Paese che mette al centro la sanità e la scuola pubblica, il lavoro sicuro, dignitoso e stabile, i diritti, la crescita e una strategia industriale che riporti l’Italia lì dove deve stare: non col cappello in mano da Trump, ma protagonista in Europa, competitiva nel mondo. Stiamo costruendo una coalizione unita, a partire da battaglie importanti condivise in Parlamento. La destra si è rivelata capace solo di occupare tutti i posti di potere disponibili, senza dare risposta ai problemi del Paese. Hanno fallito. Toccherà a noi dare all’Italia l’alternativa che merita.
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