Studio
Luogo del profitto o del diritto allo studio. Così esordisce un post pubblicato su Instagram nel profilo di Udu Sinistra universitaria. L’associazione studentesca attacca il locale 100dieci di via Pascoli per il non rispetto della mission pubblica. “Il 100dieci è uno spazio pubblico, Adisu, nato per il diritto allo studio. Oggi però tra i prezzi alti, spazi studio limitati ed eventi solo a pagamento, sta diventando sempre più escludente”, così continua la denuncia mezzo social.
Entrando nel dettaglio si segnala che “il costo del pasto completo è aumentato fino a diventare poco conveniente, se non inaccessibile rispetto ai locali circostanti”. “E sui prezzi mancano controlli reali”.
In merito al fatto di essere diventato, secondo Udu, un luogo respingente si segnala: “ultimamente si è arrivati a limitare l’utilizzo degli spazi per lo studio rendendo pressoché obbligatoria la consumazione per potersi sedere ai tavoli. A noi studenti è stato vietato anche consumare pasti portati da fuori”. E, infine: “Le sale vengono concesse quasi esclusivamente per feste a pagamento”.
Segue un elenco di richieste che Udu annuncia di portare all’Agenzia regionale per il diritto allo studio (Adisu) per far tornare lo spazio “davvero pubblico”. In primis: “Servono prezzi calmierati e accessibili spazi aperti allo studio per tutto l’orario di apertura, sale disponibili per eventi culturali e aggregativi gratuiti e di iniziativa studentesca”. A concludere: “La gestione deve tutelare le esigenze studentesche non il profitto, come unico fine”.
Nei commenti scatta la difesa alla gestione, c’è chi puntualizza: “Per fare questo Adisu dovrebbe gestirlo interamente e stipendiare di tasca propria i baristi, diversamente le società appaltatrici devono, necessariamente, pensare al profitto per restare in piedi”.
A superare la questione interviene l’amministratore unico di Adisu, Giacomo Leonelli, che annuncia un cambio di rotta: “Stiamo firmando per procedere alla risoluzione del contratto con l’attuale gestione e, a seguire, avvieremo subito una nuova gara con un capitolato adeguato alle richieste che andremo ad ascoltare”. E Leonelli aggiunge: “La convenzione attuale risale al 2021, perciò prima di modificarla ascolteremo attentamente gli studenti. Probabilmente avremo condizioni diverse già dal prossimo anno accademico, da settembre”.
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