Vicenda
Dopo più di ottant’anni due fratelli, nipoti di uno dei 40 martiri trucidati dai nazisti all’alba del 22 giugno 1944, si sono visti riconoscere dal tribunale civile di Perugia il diritto al risarcimento per i danni subiti dalla loro famiglia con esito positivo sotto il profilo risarcitorio. Il tribunale ha detto sì con un provvedimento che rientra nel fondo istituito dallo Stato per il ristoro delle vittime dei crimini di guerra e contro l’umanità commessi dal Terzo Reich durante la Seconda guerra mondiale. È stato istituito dall’articolo 43 del Decreto-Legge 30 aprile 2022, numero 36, poi convertito in legge (Legge 29 giugno 2022, numero 79). Si tratta di uno specifico fondo destinato al ristoro delle vittime dei crimini di guerra e contro l’umanità. Il fondo ha lo scopo di garantire il pagamento dei danni già riconosciuti con sentenza o transazione alle vittime italiane dei crimini nazisti, per la lesione dei diritti inviolabili della persona, commessi in Italia o comunque in danno di cittadini italiani dalle forze del Terzo Reich tra il 1° settembre 1939 e l’8 maggio 1945. La dotazione finanziaria è graduata nel tempo. Ad esempio 20 milioni di euro sono stati stanziati per il 2023 e circa 13,6 milioni ogni anno dal 2024 al 31 dicembre di quest’anno. Il giudice designato, Gaia Muscato, ha accolto l’azione promossa dai due ricorrenti per il risarcimento dei danni non patrimoniali da loro subiti, nonché di quelli patiti dal padre per la morte del nonno, giustiziato per rappresaglia nella strage eugubina. La richiesta di risarcimento è stata presentata dall’avvocato Piero Pieri supportato dal suo staff. Le famiglie delle altre 39 vittime non hanno ancora intrapreso l'azione giudiziaria.
“La causa si è caratterizzata per la sua peculiarità e complessità - ha fatto sapere l’avvocato Pieri - è stato infatti necessario procedere, in una prima fase, ad un’approfondita ricostruzione storica di un evento tragico che ha segnato in modo indelebile non solo la comunità eugubina, ma l’intero territorio regionale, trattandosi della più grave strage avvenuta in Umbria durante la Seconda guerra mondiale. Successivamente, si è reso indispensabile procedere ad un articolato inquadramento giuridico della fattispecie volto tra l’altro ad individuare la corretta sede ed i legittimati passivi cui rivolgere la domanda risarcitoria, chiarendo i conseguenti profili di diritto alla luce della particolare posizione soggettiva delle parti attrici. Solo all’esito di questo complesso percorso è stato possibile giungere al riconoscimento del diritto al risarcimento, sancito dal Tribunale di Perugia con una pronuncia corretta, chiara, dettagliata ed esauriente, del tutto congrua ed adeguata alla specificità della fattispecie”. Il risultato ottenuto assume un valore che va oltre il singolo caso, configurandosi come un atto di riconoscimento di responsabilità istituzionale e di riaffermazione della dignità delle vittime e dei loro familiari. Si tratta di un passaggio di particolare rilevanza per tutta la città di Gubbio, sia sotto il profilo del riconoscimento giuridico del danno subito, sia sotto quello della memoria storica e civile dell’evento più drammatico della recente storia locale.
*Iscrivendoti alla newsletter dichiari di aver letto e accettato le nostre Privacy Policy