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E’ passata all’unanimità anche la nuova - la sesta - richiesta di indizione di un’inchiesta pubblica al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) per il progetto dell’impianto eolico “Foligno”, presentato da Sorgenia Renewables s.r.l., e che prevede l’installazione di 7 aerogeneratori nel territorio comunale. Il disco verde è arrivato dalla massima assise cittadina giovedì, con i 23 voti favorevoli dei consiglieri di maggioranza e di opposizione presenti. Come del resto era avvenuto anche per altri 5 progetti ricadenti sulla montagna folignate.
In particolare, quest’ultimo prevede l’installazione delle pale tutte nel territorio cittadino, come spiegato dall’assessore all’Urbanistica Decio Barili, e in particolare “a ridosso delle frazioni di Popola, Volperino e Fraia” mentre le opere di collegamento interessano il territorio della vicina Serravalle di Chienti (Macerata). Barili ha illustrato la pratica, ricordando il progetto dell’impianto “totalmente sovrapposto ad altro impianto, chiamato Volperino”, - ha spiegato - e collocato in prossimità di Siti di interesse comunitario: Col Falcone, Piani di Annifo e Arvello e di Ricciano, palude di Colfiorito, Selva di Cupigliolo, nonché l’area protetta del Parco di Colfiorito.
“La realizzazione dell’impianto eolico e delle strutture connesse - ha detto Barili leggendo l’istruttoria - avrà un impatto sostanziale sulla percezione del paesaggio, sull’ecosistema e in particolare sull’avifauna andando ad alterare in modo irreversibile l’ambiente naturale, di conseguenza modificandone l’esistenza, lo stanziamento e la migrazione”. Un progetto considerato “rispetto agli altri ancora più impattante”. L’impianto prevede 7 aerogeneratori con 7,2 megawatt di potenza ciascuno - per una complessiva fino a 50,4 mw -, con torre di altezza fino a 135 metri, diametro del rotore fino a 172 metri, per un’altezza complessiva di 221 metri.
L’assessore Barili ha sottolineato “due elementi sopravvenuti entrambi positivi che ci spingono a perseguire su questa linea”: quali le modifiche alla legge regionale, in particolare quella che “vieta alle regioni di ritenere idonee aree ricomprese nel perimetro dei beni sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio e a quelle incluse nella fascia di rispetto che per l’eolico è di 3 chilometri” e il rigetto da parte del Tar del Lazio del ricorso “di una consorella avverso il parere negativo del ministero della Cultura rispetto al rigetto della Via (Valutazione di impatto ambientale), posta in essere dalla Soprintendenza per la compatibilità ambientale su un impianto eolico nel Comune di Montefiascone, e il Tar ha ribadito l’efficacia dell’articolo 3 del Testo unico sulle rinnovabili in tema di bilanciamento di interessi”.
“Dobbiamo andare avanti su questa linea - ha aggiunto Barili - ok rinnovabili, sì alla transizione energetica ma nel rispetto della normativa regionale e nazionale, senza speculazione e con la salvezza del principio della condivisione degli oneri. Dei 1.730 kw da raggiungere, il 30% è concentrato sul territorio che impatta per il 3% su quello regionale”.
L’indizione dell’inchiesta pubblica è passata come detto all’unanimità, ma non è mancato il dibattito in consiglio sul tema dell’eolico e delle rinnovabili, in cui è emersa anche la necessità, evidenziata tra gli altri dal consigliere di minoranza, Diego Mattioli (Foligno in Comune) di una “programmazione” da parte del Comune in materia.
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